Nella notte tra l’11 e il 12 maggio, la Russia ha lanciato 108 droni kamikaze di fabbricazione iraniana Shahed contro obiettivi ucraini, in quella che viene descritta come una delle offensive aeree più intense degli ultimi mesi. L’attacco, che ha colpito diverse regioni dell’Ucraina, arriva nonostante l’ultimatum internazionale per il cessate il fuoco, lanciato solo poche ore prima da ONU e Unione Europea.
Secondo quanto riferito dall’aeronautica ucraina, 104 droni sono stati abbattuti grazie al sistema di difesa aerea integrato, ma diversi frammenti hanno provocato danni in aree residenziali e infrastrutture critiche. Le città più colpite sono state Kiev, Leopoli, Odessa e Dnipro.
Escalation del conflitto e tensioni internazionali
L’attacco giunge in un momento di massima tensione tra Mosca e la comunità internazionale. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva infatti lanciato un ultimatum per un cessate il fuoco immediato, proponendo un tavolo di negoziati entro la fine della settimana. L’iniziativa diplomatica è stata fortemente sostenuta anche dall’Unione Europea, che ha ribadito l’urgenza di fermare le ostilità in vista della crisi umanitaria sempre più grave.
Tuttavia, la Russia ha ignorato l’appello, proseguendo la sua offensiva notturna. Secondo fonti del Ministero della Difesa russo, l’operazione sarebbe stata “mirata a colpire centri logistici e depositi di armi occidentali in Ucraina”. Kiev, dal canto suo, ha denunciato il raid come una chiara violazione del diritto internazionale e un atto di sfida nei confronti della comunità internazionale.
Reazioni e possibili conseguenze
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza nazionale, mentre la NATO monitora attentamente l’evolversi della situazione. “Questi attacchi non resteranno senza risposta”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.
Sul fronte europeo, il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato l’azione russa, definendola “un atto irresponsabile che mina ogni tentativo di negoziazione”. Anche gli Stati Uniti, tramite il Segretario di Stato Antony Blinken, hanno ribadito il loro sostegno a Kiev e annunciato un possibile nuovo pacchetto di aiuti militari.
