VIDEO e FOTO Torino, la marcia per gli Invincibili diventa appello a Cairo: “Vendi la squadra”

Oltre 20mila tifosi del Torino hanno commemorato la tragedia di Superga con una marcia carica d’amore, memoria e rabbia. Tra cori e slogan, si è trasformata in una protesta accesa contro il presidente Urbano Cairo.

Torino, 4 maggio 2025 – Nel giorno della commemorazione della tragedia di Superga, oltre 20mila cuori granata si sono stretti attorno alla storia del Grande Torino. Una giornata di memoria, ma anche di forte protesta. “Cairo è ora di salutare. Lascia il Toro a chi lo sa amare” si leggeva su uno striscione.

Una passione tramandata di generazione in generazione

Fin dalle prime ore del mattino, gruppi di tifosi si sono ritrovati a Superga e in questi minuti in centro città per rendere omaggio agli Invincibili. Giovani, famiglie e anziani uniti sotto lo stesso vessillo: la fede granata. Un affetto che non conosce età, che resiste nonostante i pochi successi recenti, e che si trasmette come un’eredità.

“Non abbiamo bisogno di trofei per amare il Toro”, ha detto Biagio un tifoso con gli occhi lucidi, “il nostro scudetto è la storia”.

Dal centro città fino alla collina: la marcia del popolo granata

I tifosi si sono dati appuntamento nel centro di Torino per poi marciare verso il colle di Superga, passando per il quartiere Sassi. Il corteo, colorato e composto, ha trasformato la città in un fiume granata. Una dimostrazione di orgoglio e identità che ha lasciato il segno.

 “Cairo vattene!”: la commemorazione si trasforma in protesta

Durante la marcia e soprattutto all’arrivo sulla collina, sono partiti cori espliciti: “Cairo vattene”, “Rivogliamo il nostro Toro”. La giornata della memoria si è così trasformata anche in un manifesto contro l’attuale proprietà. Tanti gli striscioni che chiedevano al presidente Urbano Cairo di lasciare il club.

“Basta con questa gestione senza ambizioni”, ha urlato Enrico un tifoso al megafono, tra gli applausi della folla.

Una tifoseria che non si arrende: fede granata oltre il tempo

Se c’è una cosa che la giornata ha confermato è che l’amore per il Torino non ha bisogno di successi per sopravvivere. La passione è radicata nel dolore e nella gloria del passato, ed è proprio questo senso di appartenenza a renderla unica. La fede granata non si compra né si svende.