Una delegazione israeliana è arrivata domenica sera al Cairo per partecipare a colloqui mediati da Egitto e Qatar, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e ottenere il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas. La notizia, riportata dal quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed e rilanciata da The Times of Israel, segna un nuovo tentativo di mediazione nel conflitto che da mesi devasta il territorio palestinese.
Secondo fonti giornalistiche, la delegazione ha incontrato alti funzionari egiziani nella capitale egiziana. L’obiettivo è quello di trovare una soluzione condivisa dopo che Hamas ha respinto la più recente proposta di cessate il fuoco israeliana, pur dichiarandosi aperta a un accordo più ampio che includa la fine della guerra.
Proposte di mediazione: cessate il fuoco e scambio di prigionieri
I mediatori di Qatar ed Egitto avrebbero avanzato una proposta che prevede:
- un cessate il fuoco di durata compresa tra cinque e sette anni,
- la fine ufficiale della guerra,
- il ritiro completo delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) da Gaza,
- il rilascio degli ostaggi israeliani in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi.
Si tratta di una proposta ambiziosa che, se accettata, potrebbe rappresentare una svolta significativa nella crisi.
Continuano gli attacchi nella Striscia di Gaza
Intanto, la situazione sul campo continua a peggiorare. Secondo Al-Jazeera, sono almeno 18 le vittime degli ultimi attacchi israeliani nel sud e nel centro della Striscia di Gaza, in particolare nelle aree di Khan Younis e Gaza City. Il bilancio, ancora provvisorio, conferma l’alto costo umano del conflitto.
Escalation anche in Libano
Non si ferma l’escalation nemmeno in Libano. L’emittente Al-Mayadeen, vicina a Hezbollah, ha riportato attacchi israeliani a sud di Beirut. Inoltre, un drone israeliano avrebbe colpito un veicolo nei pressi del villaggio di Naameh, nella regione del Monte Libano.
Tensioni politiche in Israele: Lapid contro Netanyahu
Sul fronte interno, la politica israeliana è scossa da nuove tensioni. Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha chiesto l’apertura di un’indagine nei confronti del premier Benjamin Netanyahu, in seguito alle dichiarazioni del capo dello Shin Bet, Ronen Bar. Quest’ultimo ha affermato di essere stato minacciato di licenziamento per aver rifiutato di accedere a richieste illegittime, tra cui lo spionaggio dei manifestanti antigovernativi.
Lapid ha lanciato l’allarme sulla possibilità di violenze politiche e ha accusato Netanyahu di incitamento all’odio, sostenendo che esiste materiale di intelligence su un possibile assassinio politico.
ONU: 50 giorni di blocco totale degli aiuti umanitari a Gaza
A peggiorare il quadro umanitario, le Nazioni Unite hanno denunciato che sono trascorsi 50 giorni consecutivi senza che alcun aiuto umanitario sia stato autorizzato a entrare nella Striscia di Gaza. Il portavoce del Segretario Generale ONU, Stéphane Dujarric, ha dichiarato che dal 7 ottobre 2023, data di inizio dell’offensiva israeliana, questa è la più lunga interruzione nei rifornimenti di beni essenziali come cibo, carburante e medicine. Secondo fonti internazionali, il numero delle vittime palestinesi ha superato le 51.200 persone.
