Marine Le Pen, ex presidente del Rassemblement National, ha definito la sua recente condanna a quattro anni di carcere e cinque di ineleggibilità da parte del Tribunale di Parigi come un attacco ai principi fondamentali dello stato di diritto. La condanna, che prevede l’esecuzione immediata, sembra mettere una pietra tombale sulla sua candidatura per le elezioni presidenziali francesi del 2027.
In videocollegamento con il congresso federale della Lega a Firenze, Le Pen ha dichiarato: “Questa decisione non riguarda solo me, ma il popolo francese. I francesi non avranno scelta, non potranno votare per un candidato che vogliono vedere alla guida del nostro paese”. Secondo la leader di destra, la sentenza, che non prevede un doppio grado di giudizio, rappresenta un attacco violento alla democrazia, mirato a impedirle di partecipare alle prossime elezioni presidenziali, nonostante fosse tra i favoriti nei sondaggi.
Le Pen ha anche assicurato che non si arrenderà e lotterà con tutti gli strumenti giuridici disponibili per contrastare la condanna, ribadendo che la sua lotta sarà pacifica e democratica. Rispondendo alle parole di Matteo Salvini, che le ha espresso solidarietà, ha sottolineato che entrambi hanno vissuto esperienze simili, facendo riferimento alle difficoltà politiche incontrate dai leader della destra europea.
Salvini, nel frattempo, ha espresso il suo sostegno a Le Pen, definendo la sua condanna un atto di “violenza, arroganza e ingiustizia”. Ha poi chiesto un grande applauso per la leader francese, evidenziando il sostegno della Lega alla sua battaglia per la democrazia.
