Un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano ha scatenato una bufera politica e istituzionale sulla ministra del Lavoro, Marina Calderone, in merito al suo percorso accademico. A far discutere è la sua laurea in Gestione aziendale, conseguita nel 2016 presso la Link Campus University di Roma. L’inchiesta ha messo in luce alcune incongruenze nel libretto universitario della ministra, sollevando dubbi sulla regolarità degli esami sostenuti.
Tra le anomalie più evidenti ci sono i frequenti esami sostenuti nello stesso giorno, spesso di domenica, quando l’università risultava ufficialmente chiusa. Inoltre, la frequenza di esami con cadenza regolare – il primo e il 15 del mese – ha alimentato sospetti sulla gestione del percorso di studi. L’inchiesta ha anche suggerito che la laurea potrebbe essere stata ottenuta in modo “facile”, con il supporto di Rosario De Luca, marito della ministra, che in passato ha ricoperto ruoli importanti nella fondazione legata alla categoria dei consulenti del lavoro.
La difesa della ministra Calderone
Dopo le critiche sollevate, Marina Calderone ha prontamente risposto, difendendo la regolarità del suo percorso accademico. La ministra ha precisato di aver conseguito la laurea triennale nel 2012 e quella magistrale nel 2016, sottolineando di essere stata una “studentessa-lavoratrice” e di aver preso tempo per completare il suo corso di studi. Calderone ha spiegato che gli esami sostenuti di domenica sono una prassi per gli studenti-lavoratori, che spesso si trovano a dover conciliare studio e lavoro.
Nel suo intervento sui social, la ministra ha inoltre evidenziato il suo impegno professionale di oltre 30 anni, ricordando di essere iscritta all’Ordine dei Consulenti del Lavoro dal 1994, ben prima che la laurea diventasse requisito obbligatorio per la professione nel 2010.
Richiesta di chiarimenti da parte dell’opposizione
L’opposizione politica non ha tardato a reagire, chiedendo chiarimenti formali in Parlamento. I capigruppo di Pd, M5s e Avs hanno sollevato interrogativi sulla regolarità del percorso accademico della ministra e sul ruolo della Link Campus University in questa vicenda. Arturo Scotto (Pd) ha parlato di “familismo come leva di crescita professionale e gestione del potere”, chiedendo che la ministra Calderone venga convocata in Parlamento per chiarire la situazione. Anche Valentina Barzotti (M5s) e Franco Mari (Avs) hanno chiesto trasparenza e spiegazioni dettagliate sia da parte della ministra che dal rettore dell’università.
La vicenda continua a suscitare polemiche politiche, con richieste di chiarimenti che pongono sotto scrutinio non solo il percorso accademico della ministra Calderone, ma anche le pratiche delle università private e i legami tra politica e istituzioni educative.
