Dopo la telefonata Trump-Putin ricominciano gli attacchi sull’Ucraina

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Il recente colloquio telefonico tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin, ha segnato un passo significativo verso la ricerca di una soluzione pacifica al conflitto in Ucraina. Durante la conversazione, durata quasi tre ore, i due leader hanno concordato una tregua di 30 giorni sugli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine, delineando una roadmap verso una “pace durevole”. 

Tuttavia, permangono divergenze su questioni chiave. Putin ha richiesto che l’Occidente interrompa la fornitura di armi e informazioni di intelligence all’Ucraina, una condizione ritenuta “inaccettabile” dalla Germania e da altri alleati occidentali. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha accolto con cautela la tregua proposta, criticando la mancata accettazione di un cessate il fuoco completo da parte di Putin. 

Nonostante l’accordo sulla tregua, nelle ultime ore si sono registrati nuovi attacchi russi su obiettivi civili in Ucraina, tra cui un ospedale a Sumy e la capitale Kiev, sollevando dubbi sulla reale volontà di Mosca di rispettare gli impegni presi. 

Per approfondire le discussioni sulla tregua e cercare soluzioni più durature, sono stati programmati nuovi colloqui per domenica prossima a Gedda, in Arabia Saudita. L’inviato speciale del presidente Trump, Steve Witkoff, ha confermato la prosecuzione dei negoziati nella città saudita, evidenziando l’importanza di un dialogo continuo per raggiungere una pace stabile. 

La scelta di Gedda come sede dei colloqui sottolinea il ruolo crescente dell’Arabia Saudita come mediatore nei conflitti internazionali, offrendo una piattaforma neutrale per le parti in conflitto. 

La comunità internazionale osserva con attenzione l’evolversi della situazione, sperando che i prossimi incontri possano portare a una de-escalation del conflitto e alla definizione di un accordo di pace duraturo.