Il Viminale responsabile civile nel processo Omerovic

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Nel luglio del 2022, Hasib Omerovic cadde da una finestra di un’abitazione alla periferia di Roma durante un controllo di polizia, riportando gravi ferite. A seguito di quest’incidente, il Viminale è stato riconosciuto responsabile civile, come deciso dal GUP che ha rigettato la richiesta di estraneità del ministero avanzata dall’Avvocatura dello Stato. L’assistente capo della polizia, Andrea Pellegrini, è accusato di tortura per aver tentato di effettuare una violenta identificazione nel corso delle operazioni a casa di Omerovic. Altri due agenti sono coinvolti e accusati di falso, con alcuni degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. L’udienza è stata fissata per il 17 ottobre. L’incidente è avvenuto il 25 luglio 2022, quando Omerovic, durante un controllo da parte degli agenti del commissariato Primavalle, scavalcò il davanzale della finestra nell’intento di fuggire dopo essere oggetto di violenze e minacce. L’accusa sostiene che l’assistente capo Pellegrini abbia colpito Omerovic con schiaffi, brandito un coltello e sfondato una porta della sua camera da letto. Ulteriori accuse di falso sono rivolte contro gli agenti che, secondo l’accusa, avrebbero inventato una versione dei fatti diversa da quella reale, dichiarando di aver agito in seguito a una segnalazione dai condomini anziché in base a contatti telefonici preesistenti.

Durante un controllo di polizia, Hasib Omerovic si è lanciato dalla finestra di un’abitazione situata alla periferia di Roma, riportando gravi ferite. L’incidente, avvenuto il 25 luglio 2022 in via Gerolamo Aleandro, è al centro di un procedimento in cui il Viminale verrà ritenuto responsabile civile.

Il GUP ha respinto la richiesta dell’Avvocatura dello Stato di escludere il dicastero dal procedimento, stabilendo che il ministero debba rispondere per la condotta dell’assistente capo della polizia Andrea Pellegrini, accusato del reato di tortura. Nel corso del procedimento, sono coinvolti anche altri due agenti, che hanno optato per il rito abbreviato e sono accusati di falso. La prossima udienza è stata fissata per il 17 ottobre.

Secondo l’impianto accusatorio, durante l’intervento nel domicilio degli Omerovic, Pellegrini avrebbe compiuto “plurime e gravi condotte di violenza e minaccia” contro il 36enne, provocandogli un trauma psichico tale da spingerlo a scavalcare il davanzale della finestra nel tentativo di fuggire dalle intimidazioni. Oltre a questo, il poliziotto è accusato di aver inflitto due schiaffi, di aver brandito un coltello da cucina e di aver sfondato la porta della camera da letto con un calcio.

Gli indagati hanno poi attestato che l’intervento nell’appartamento fosse il risultato di un incontro casuale lungo il tragitto, sostenendo di aver ricevuto dai condomini informazioni secondo cui all’interno della casa degli Omerovic vivevano più persone, che causavano problemi al condominio a causa delle cattive condizioni igieniche e di frequenti liti accompagnate da urla e lancio di oggetti. Tuttavia, l’accusa sostiene che tali informazioni siano state raccolte solo dopo la caduta del 36enne, suggerendo una ricostruzione dei fatti distorta.

Questo caso, che vede il Viminale chiamato a rispondere in sede civile per il comportamento dei propri agenti, si aggiunge a una serie di controversie legate all’operato delle forze di polizia sul territorio.