Joel Luciano Lorenzo ha confessato. Il 26enne, cittadino della Repubblica Dominicana, ha ammesso di essere stato parte della banda che la sera del 23 giugno 2023 avrebbe ucciso Margherita Ceschin, la 72enne di Conegliano trovata morta nel suo appartamento di via XXVIII Aprile. La notizia è stata annunciata oggi, 20 febbraio, dal pubblico ministero Michele Permunian all’apertura dell’udienza del processo per l’omicidio dell’anziana.
Il 26enne, il 19 febbraio, ha chiesto di essere ascoltato dal sostituto procuratore e ha rilasciato una confessione autoaccusatoria e accusatoria nei confronti di altre persone. In particolare, ha identificato i complici come “complice uno” e “complice due”, che ha riconosciuto fotograficamente come il fratello, il 39enne Sergio Lorenzo, e il 30enne Jose Mateo Garcia. Secondo Lorenzo, sarebbe stato proprio Garcia ad uccidere la 72enne, picchiandola violentemente fino a sfondarle la cassa toracica e poi soffocandola.
La dinamica del delitto
L’interrogatorio, svoltosi nel penitenziario veneto dove Lorenzo è stato trasferito dopo la sua estradizione da Santo Domingo, è durato dieci ore. Diciotto le pagine di trascrizione in cui il 26enne ha raccontato la dinamica dell’omicidio, facendo anche riferimento a un “complice 3”, Enzo Lorenzon, ex marito della vittima e presunto mandante, oltre a Juan Guzman e Kendy Maria Rodriguez, identificati come intermediari. Tuttavia, su questi tre ultimi individui Lorenzo non ha fornito dettagli precisi.
La sera del 22 aprile, Lorenzo, il fratello e Garcia si sono recati sotto casa di Margherita Ceschin. Nonostante le preoccupazioni per la vicinanza della caserma dei carabinieri, erano sicuri grazie ai sopralluoghi effettuati in precedenza. Intorno alle 21, Lorenzo e Garcia hanno scavalcato la recinzione della palazzina. Joel ha aiutato Garcia a entrare nell’appartamento della vittima salendo sul terrazzino tramite l’auto parcheggiata della donna. Tuttavia, mentre Garcia entrava in casa, Joel restava fuori a fare da palo, mentre il fratello Sergio Lorenzo li attendeva in macchina fuori dal giardino condominiale.
Lorenzo sostiene di non aver compreso immediatamente il motivo dell’irruzione e di aver pensato inizialmente che fosse legata a una questione di droga. Garcia si è trattenuto in casa per quasi un’ora, spaccando il telefono della vittima, mettendo a soqquadro la camera da letto e prelevando il portafoglio della donna. L’obiettivo era inscenare una rapina finita in tragedia. Dopo il delitto, i tre sono fuggiti in auto e lungo il tragitto Lorenzo ha sentito il fratello e Garcia discutere di un imprevisto accaduto durante il crimine. Sergio Lorenzo sarebbe stato il principale organizzatore dell’omicidio, in collaborazione con Dileisy Guzman, cugina dell’ex amante di Lorenzon, la cui posizione è stata archiviata.
La strategia di Lorenzo: evitare l’ergastolo
La confessione di Joel Lorenzo è stata una mossa a sorpresa, probabilmente volta a ottenere uno sconto di pena ed evitare l’ergastolo. Sebbene sia formalmente indagato per concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, il suo ruolo marginale nell’omicidio potrebbe garantirgli una pena ridotta, attorno ai 20 anni di reclusione. Le indagini continueranno per verificare i dettagli ancora vaghi del suo racconto.
