Una motovedetta della Guardia Costiera italiana ha appena lasciato il porto di Shengjin, in Albania, con a bordo 43 migranti, trasferiti lo scorso martedì. I richiedenti asilo, di nazionalità bengalese ed egiziana, dovranno rientrare in Italia secondo quanto stabilito dai giudici della Corte d’appello di Roma.
L’arrivo a Bari è previsto per le ore 20:30 di questa sera. Si tratta del terzo diniego da parte dei giudici riguardo al trattenimento nel centro di Gjader.
Fonti del Viminale sottolineano che il governo intende proseguire nella lotta contro l’immigrazione irregolare, considerata la chiave per contrastare i trafficanti che sfruttano strumentalmente le richieste di asilo. In questo contesto, il Protocollo Italia-Albania è stato definito “il modello da cui partire per la realizzazione di veri e propri hub regionali”, una prospettiva che ha trovato piena convergenza tra i ministri europei.
Nel recente Consiglio dell’UE per gli Affari Interni, tenutosi a Varsavia questa settimana, la posizione del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è stata ampiamente condivisa. I partner europei, in sintonia con la Commissione, stanno valutando di rafforzare le norme che supportano le procedure in frontiera anche in Albania, non solo anticipando l’entrata in vigore di alcune disposizioni del Patto, ma anche adottando soluzioni innovative. I documenti discussi a Varsavia contengono un esplicito riferimento al Protocollo Italia-Albania, riconosciuto come un valido esempio di cooperazione innovativa con un Paese terzo.
