Maxi sequestro a Pisa di beni e profitti illeciti: colpito sistema di frode fiscale da oltre 127 milioni di euro

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Una vasta operazione contro la frode fiscale è stata eseguita dalla Guardia di Finanza nelle città di Pisa e Napoli, con l’intervento di oltre 200 militari dei Comandi Provinciali. L’inchiesta ha portato al sequestro preventivo di profitti illeciti per un ammontare di 127 milioni di euro, derivanti da un sistema fraudolento che ha coinvolto 51 società e 54 persone fisiche. Il decreto di sequestro è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli e ha avuto come obiettivo la confisca diretta e per equivalente di beni riconducibili agli indagati.

Il sistema fraudolento era strutturato attraverso la creazione di “società cartiere”, operanti principalmente in Campania, Napoli e Caserta, che emettevano fatture per operazioni inesistenti. Le fatture venivano utilizzate da 34 imprese situate in diverse regioni italiane, in particolare Toscana, Marche, Veneto e Campania, per ottenere indebitamente detrazioni IVA e contabilizzare costi fittizi. Le società finali, attive nei settori della pelletteria e calzature, pagavano tramite bonifici bancari per fittizie forniture, alimentando un circuito illecito di denaro.

I fondi ottenuti venivano poi riciclati tramite un complesso schema che includeva trasferimenti di denaro a livello internazionale. I bonifici, effettuati principalmente verso istituti bancari in Cina, passavano anche da società estere in Albania e Croazia, con l’intento di svuotare i conti correnti aziendali e restituire il denaro ai clienti in contante, trattenendo una parte del denaro come profitto per l’intermediazione.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pisa, sono iniziate nel 2020 e hanno portato alla scoperta di un’associazione per delinquere che, con il contributo di professionisti e prestanome, rendeva difficile tracciare i passaggi delle merci e dei pagamenti. L’operazione ha permesso di eseguire perquisizioni e il sequestro di complessi aziendali, beni mobili e immobili, tutti riconducibili agli indagati o nella loro disponibilità.

L’inchiesta continua e, nonostante il sequestro, i destinatari dei provvedimenti cautelari sono presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva. Le forze dell’ordine hanno sottolineato l’importanza di contrastare fenomeni di riciclaggio e frode fiscale che danneggiano gravemente l’economia legale.

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