‘Ndrangheta: il Boss Pantaleone Mancuso Torna in Libertà: Libero da Ogni Misura

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Pantaleone Mancuso, noto come “l’Ingegnere”, boss della ‘ndrangheta vibonese, torna in totale libertà a 64 anni. Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Francesco Capria, annullando ogni misura restrittiva. Mancuso, originario di Limbadi e residente a Nicotera, era stato detenuto nella casa-lavoro di Aversa dopo un periodo di irreperibilità legato alla collaborazione con la giustizia del figlio Emanuele nel 2018.

Un Passato di Latitanze e Arresti

Pantaleone Mancuso era stato arrestato a Roma nel marzo 2019, all’interno di una sala bingo, dopo essersi sottratto alla libertà vigilata. La sua storia di latitanza è lunga: nel 2014 era stato catturato al confine tra l’Argentina e il Brasile per associazione mafiosa e duplice tentato omicidio, venendo poi estradato in Italia. Dopo una nuova sparizione nel 2016, era stato rintracciato e arrestato nuovamente a Joppolo nel 2017.

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Accuse e Procedimenti Giudiziari in Corso

Mancuso è attualmente imputato per narcotraffico internazionale di cocaina, ruolo che avrebbe ricoperto come capo promotore dell’associazione criminale nell’ambito dell’operazione “Adelphi” della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda). È inoltre sotto processo in appello a Catanzaro per il tentato omicidio della zia Romana Mancuso e del cugino Giovanni Rizzo. Nonostante i gravi capi di imputazione, la sua scarcerazione riapre il dibattito sulla gestione della giustizia per figure di spicco della criminalità organizzata.

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