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Curiosità

La sindrome del cuore infranto parte dal cervello

La sindrome del cuore infranto, conosciuta anche come sindrome di Takotsubo, è una condizione cardiaca che può essere scatenata da un forte stress emotivo. Recentemente, una ricerca condotta dal Policlinico di Foggia ha dimostrato che questa sindrome ha una base scientifica nel cervello. Lo studio, realizzato dai team delle strutture di cardiologia universitaria e di medicina nucleare, è stato pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology: Cardiovascular Imaging.

La ricerca ha valutato l’attività funzionale del cervello attraverso la tomo-scintigrafia cerebrale su pazienti con sindrome del cuore infranto e sospetta demenza vascolare, rivelando caratteristiche peculiari a livello encefalico. Molte di queste pazienti sviluppano la sindrome in seguito a stress emotivo intenso e si presentano al pronto soccorso con sintomi simili a quelli di un infarto miocardico acuto. Tuttavia, a differenza dell’infarto, queste pazienti non mostrano ostruzioni al flusso sanguigno verso il cuore, non sviluppano cicatrici cardiache e le anomalie nella funzione cardiaca tendono a risolversi spontaneamente nel giro di settimane o mesi.

Il dott. Francesco Santoro, dirigente medico della struttura di cardiologia universitaria, ha spiegato che lo studio ha individuato una base funzionale a livello encefalico che predispone allo sviluppo della sindrome. Le pazienti affette hanno mostrato un aumento dell’attività metabolica nelle aree del cervello coinvolte nella sfera emotiva, come l’amigdala, l’ippocampo e il mesencefalo. Natale Daniele Brunetti, direttore della struttura di cardiologia universitaria, ha sottolineato che queste scoperte potrebbero portare a nuovi approcci terapeutici che includono trattamenti neurologici oltre a quelli cardiologici, in casi selezionati.

Campania

Napoli | Violenta rissa tra donne in un lido: scontro per un lettino in prima fila

Una violenta rissa tra donne è scoppiata in un noto lido di Varcaturo, nel Napoletano, a causa del posizionamento di un lettino in prima fila. Due donne hanno preteso dal bagnino un lettino in riva al mare, da posizionare avanti a chi era arrivato presto per aggiudicarsi il posto migliore. Al rifiuto dei dipendenti del lido, le due donne hanno iniziato a litigare violentemente, scagliandosi prima contro chi si stava godendo la giornata di mare e poi contro gli stessi bagnini.

Secondo i testimoni, ci è voluto più di mezz’ora per riportare la calma. Anche chi cercava di sedare la rissa è finito coinvolto, trascinando nella zuffa famiglie e minori. La scena è stata ripresa dai bagnanti e i video sono finiti sul web.

Alcuni cittadini hanno segnalato l’accaduto a Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra, e Rosario Visone, co-portavoce regionale di Europa Verde. “Chi non è in grado di stare in mezzo agli altri, mettendo a rischio la sicurezza di tutti, deve essere rieducato, non può girare a piede libero seminando il terrore nelle nostre città,” hanno dichiarato. “I cittadini per bene sono stanchi di subire i soprusi di questi soggetti che sanno esprimersi solo attraverso violenza e criminalità. Servono pene certe e nessuna attenuante perché chi pensa di poter fare ciò che vuole, seminando il panico su una spiaggia, non può restare impunito.”

Borrelli e Visone chiedono che le donne coinvolte vengano individuate e assicurate al più presto alla giustizia.

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Curiosità

LO SAI CHE… I piloti di aerei non potevano avere la barba?

Per molto tempo, ai piloti di linea è stato vietato di portare la barba, sia per motivi estetici che di sicurezza. In passato, la presenza di barba poteva compromettere l’aderenza della maschera per l’ossigeno, essenziale in caso di emergenza aerea.

Inizialmente, la norma rifletteva gli standard militari, in quanto molti piloti provenivano da una formazione militare. Questi standard includevano capelli corti, nessun tatuaggio visibile e niente barba. Tuttavia, la situazione è cambiata nel corso degli anni?

Sì e no. Negli Stati Uniti e in alcuni altri paesi, le compagnie aeree ancora applicano restrizioni rigide sulla presenza di barba nei loro piloti. Questo non è solo per motivi di immagine, ma anche per la sicurezza. La barba troppo fitta potrebbe compromettere l’efficacia delle maschere per l’ossigeno, impedendo un corretto sigillo contro il viso del pilota durante un’evacuazione o un’emergenza.

D’altra parte, in Europa, molte compagnie aeree hanno rivisto le loro politiche, tenendo conto dei progressi nelle tecnologie delle maschere per l’ossigeno. Questo ha permesso ai piloti di mantenere una barba ben curata, purché rispettino determinati standard riguardo lunghezza e cura.

Questa evoluzione riflette un compromesso tra immagine professionale e sicurezza operativa. Mentre alcune compagnie americane come Allegiant e Hawaiian Airlines ora consentono la barba, molte altre continuano a imporre restrizioni. In Europa, invece, la tendenza è verso una maggiore flessibilità, a patto che la sicurezza rimanga sempre una priorità.

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Curiosità

LO SAI… Quanto Consuma l’Aria Condizionata dell’Automobile?

Con l’arrivo dell’estate, l’aria condizionata diventa un alleato indispensabile per il comfort in auto. Tuttavia, il suo utilizzo ha un impatto significativo sui consumi di carburante dell’auto, poiché richiede energia elettrica fornita direttamente dal motore.

In media, l’uso dell’aria condizionata aumenta il consumo di carburante di circa 1 litro all’ora, equivalente a circa 2 litri ogni 100 km percorsi. Questo aumento dipende da vari fattori, tra cui:

  • Tipologia di veicolo: Le auto più grandi con motori più potenti tendono a consumare più carburante rispetto ai veicoli più piccoli.
  • Condizioni di guida: La guida in città con frequenti fermate e ripartenze richiede più energia per raffreddare l’abitacolo rispetto alla guida in autostrada.
  • Temperatura esterna: Maggiore è la temperatura esterna, maggiore è lo sforzo richiesto al sistema di aria condizionata per mantenere fresco l’interno dell’auto.

Uno studio del 2021 ha evidenziato che l’impatto dell’aria condizionata può essere significativo, fino a quasi 18 litri di benzina per 100 km a basse velocità, riducendosi con l’aumentare della velocità fino a 1,3 litri ogni 100 km per velocità più elevate.

Un altro studio del 2018 ha mostrato che l’uso dell’aria condizionata può aumentare i consumi fino al 35%, corrispondente a circa 1,8 litri ogni 100 km percorsi.

Strategie per Ridurre l’Impatto dell’Aria Condizionata sui Consumi:

  • Aprire i finestrini e utilizzare la ventilazione naturale a basse velocità.
  • Evitare di parcheggiare l’auto al sole per ridurre il surriscaldamento interno.
  • Raffreddare l’auto lasciando le portiere aperte prima di partire.
  • Mantenere il sistema di aria condizionata in buone condizioni con la sostituzione periodica del filtro dell’aria.
  • Evitare di impostare temperature estremamente basse, preferendo una differenza minore rispetto alla temperatura esterna.
  • Utilizzare la modalità di ricircolo dell’aria per mantenere fresco l’interno dell’auto con minor consumo di energia.

L’aria condizionata è una risorsa preziosa per il comfort durante i viaggi estivi, ma utilizzarla in modo consapevole può contribuire a ridurre l’impatto sui consumi di carburante.

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