Luigi Aloe, noto scienziato italiano e collaboratore di Rita Levi-Montalcini, è morto oggi a Roma all’età di 81 anni. Aloe, che era stato direttore del centro di ricerca della Fondazione Iret, ha lasciato un’impronta indelebile nel campo della ricerca scientifica, in particolare negli studi sul sistema nervoso e sul fattore di crescita nervoso (NGF), le cui ricerche contribuirono a far vincere il Nobel per la Medicina a Levi-Montalcini nel 1986.
Nato ad Amantea (Calabria), Aloe iniziò la sua carriera come muratore in Germania, prima di incontrare il filosofo Armando Rigobello, che lo indirizzò verso gli studi. Tornato in Italia, ottenne il diploma e iniziò a lavorare all’Università di Perugia, dove attirò l’attenzione di Rita Levi-Montalcini, che lo invitò a unirsi al suo gruppo di ricerca alla Washington University di St. Louis. Da quel momento, Aloe divenne un punto di riferimento nella ricerca scientifica, collaborando strettamente con Levi-Montalcini e firmando oltre il 60% dei suoi lavori.
Nel corso della sua carriera, Aloe ha contribuito significativamente alla comprensione delle malattie neurodegenerative e al potenziale terapeutico dell’NGF, cercando soluzioni per trattamenti in ambito oculistico e neurologico. Nel 1989, l’Università di Bologna gli conferì una laurea honoris causa in Scienze Biologiche, celebrando il suo riscatto sociale e professionale.
La sua dedizione alla scienza e al progresso umano ha ispirato numerosi ricercatori, e la sua morte segna la fine di un capitolo importante per la ricerca scientifica italiana. Aloe lascia la moglie, tre figli e molti nipoti. I funerali si terranno il 21 gennaio a Roma, nella chiesa di Sant’Ippolito Martire.
