Questa settimana rappresenta un momento chiave per l’Unione Europea, con la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo e l’ultimo Consiglio europeo dell’anno a Bruxelles. Tra i temi in agenda, la guerra in Ucraina, la situazione in Siria e il dibattito sull’allargamento e la gestione dei flussi migratori. Questi incontri anticipano la pausa natalizia delle istituzioni europee, che riprenderanno a gennaio.
Il Consiglio europeo di giovedì 19 dicembre segnerà l’esordio di Antonio Costa come presidente. La novità principale del suo approccio sarà la durata del vertice, ridotta a un solo giorno, con discussioni più snelle e operative. Costa ha anche introdotto un cambio di metodo, inviando la lettera d’invito ai leader con largo anticipo, delineando chiaramente le priorità: la guerra in Ucraina e, inaspettatamente, la crisi in Siria.
Sul fronte ucraino, il Summit vedrà il collegamento del presidente Volodymyr Zelensky, con l’obiettivo di approvare un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia e rafforzare il sostegno economico e militare a Kiev. Tuttavia, è la situazione siriana ad aver catturato l’attenzione. La caduta del regime di Bashar al-Assad e l’ascesa di Hayat Tahrir al Sham (Hts), una milizia islamista con legami passati con Al Qaida, pongono l’UE davanti a una sfida complessa: come contribuire alla ricostruzione di una nuova Siria.
Hts ha promesso di costruire un Paese inclusivo, ma i dubbi sul suo passato e sulla leadership di Abu Muhammad al-Jawlani persistono. Nonostante ciò, l’UE ha indicato la necessità di aprire canali di dialogo con l’organizzazione. Come spiegato da un funzionario europeo, “in diplomazia si deve parlare con tutti”, adottando un “approccio prudente ma dinamico”.
La stabilità della Siria è cruciale per molti Stati membri dell’UE, che vedono nella pace una soluzione alla questione dei rifugiati siriani. Tuttavia, nonostante alcuni Paesi stiano pianificando il rimpatrio, le organizzazioni per i diritti umani e l’ONU ritengono che le condizioni per un rientro sicuro non siano ancora garantite.
Intanto, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen sarà in Turchia il 17 dicembre per discutere con il presidente Erdogan, un partner strategico per la regione, soprattutto per il ruolo avuto nel sostenere le forze di opposizione ad Assad.
Con la Siria e l’Ucraina in cima all’agenda, il Consiglio europeo e il Parlamento definiranno le linee guida per affrontare le sfide geopolitiche più urgenti dell’Unione.
