Roberto Salis mostra ottimismo, ma allo stesso tempo cautela riguardo alla situazione di sua figlia Ilaria. Dopo 15 mesi di detenzione in Ungheria con l’accusa di aver aggredito due ragazzi neonazisti durante la Giornata dell’Onore nel febbraio 2023 (accusa che Ilaria ha sempre negato), il giudice ungherese ha concesso a Ilaria gli arresti domiciliari a Budapest.
“Per noi sarà un giorno di festa solo quando Ilaria ritornerà a casa, in Italia”
Salis spiega che, sebbene la decisione sia un passo avanti, Ilaria è ancora in carcere. Si prepara per i prossimi passaggi delicati, come il trasferimento nella casa a Budapest e l’attesa dei dettagli per il bonifico bancario per la cauzione. L’udienza del 24 maggio sarà un altro momento cruciale, ma Salis è chiaro nel dire che festeggeranno solo quando Ilaria tornerà in Italia.
Quanto alla condizione attuale di Ilaria, Salis la descrive come una persona che ha trascorso 15 mesi in detenzione, con lunghe ore trascorse in cella e un pesante impatto sia fisico che psicologico. Appena sarà rilasciata, verrà sottoposta a tutti gli accertamenti medici necessari.
Salis non vede l’ora di riabbracciare sua figlia e sarà presente in aula il 24 maggio per assistere al processo, come ha fatto per le udienze precedenti.
“Dico grazie alla solidarietà degli italiani, grazie ai giornalisti che per primi hanno reso nota la storia di mia figlia, e ringrazio gli elettori che l’8 e il 9 giugno completeranno questa vicenda”.
