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Calabria

Polistena | Alloggi popolari occupati abusivamente, 52 persone denunciate VIDEO

Operazione dei carabinieri partita a luglio dopo un’aggressione avvenuta all’interno di un appartamento

I Carabinieri della Stazione di Polistena, in provincia di Reggio Calabria, hanno denunciato 52 persone a seguito di una campagna di controlli mirati a prevenire e reprimere fenomeni di occupazione abusiva degli alloggi residenziali pubblici nel comune. L’attenzione dei militari è stata attirata da un episodio di violenza avvenuto nel luglio del 2022 in uno dei complessi di case popolari, quando un dipendente del Comune di Polistena, beneficiario di alloggio pubblico, aveva aggredito due pregiudicati romani ospitati in un altro appartamento. Questo evento aveva evidenziato casi di occupazione abusiva.

Le indagini hanno coinvolto oltre 300 unità abitative, alcune di proprietà dell’ente locale e altre gestite dal comune per conto dell’Aterp, un ente pubblico con funzioni legate all’edilizia residenziale pubblica. Durante i controlli, è emerso che ogni dieci alloggi controllati, almeno uno era occupato senza titolo o utilizzato solo saltuariamente dai beneficiari. Le indagini hanno rivelato casi di occupazione irregolare, famiglie che non avevano rilasciato gli alloggi assegnati nonostante dimorassero altrove, e addirittura un caso di mercato nero dell’alloggio pubblico.

In base a tali elementi, i Carabinieri hanno denunciato 52 persone, tra cui individui già noti alle forze dell’ordine per precedenti reati e beneficiari di sostegno al reddito da enti previdenziali. Le accuse includono invasione di edifici pubblici e truffa. Il procedimento è attualmente nelle fasi delle indagini preliminari, e la responsabilità delle persone coinvolte sarà valutata nel corso del processo successivo.

Calabria

Catanzaro | Pena ridotta per l’ex parroco condannato per abusi su 15 minori

L’ex parroco di un piccolo paese della provincia di Catanzaro è stato condannato a undici anni e sei mesi di reclusione dalla Corte di Appello di Catanzaro, accusato di aver abusato di ben quindici minori della sua parrocchia. La sentenza è il culmine di un lungo processo giudiziario che ha visto l’accusa di violenze sessuali aggravate su minori di 14 anni.

Durante il processo di secondo grado, la Corte ha dichiarato la prescrizione di cinque capi di imputazione contestati, ma ha confermato la condanna per gli altri reati. La pena inflitta rappresenta una riduzione rispetto ai tredici anni e sei mesi decisi in primo grado, ma ha comunque superato la richiesta del pubblico ministero Graziella Viscomi, che aveva sollecitato una condanna a dodici anni di carcere.

La Corte ha anche stabilito che l’imputato dovrà sostenere le spese processuali per le parti civili, che includono i familiari delle vittime e l’amministrazione comunale del paese colpito dagli abusi.

Il parroco, nominato nel 2007, aveva fondato un gruppo scout che aveva attirato molti giovani del paese, guadagnandosi la fiducia e la stima della comunità. L’inchiesta è stata avviata nel 2010 dopo la denuncia dei genitori di una delle giovani vittime, sconvolgendo profondamente la tranquilla vita del piccolo comune.

La sentenza ha sottolineato la gravità degli atti contestati e ha cercato di rispondere con fermezza a un caso che ha scosso profondamente la comunità locale.

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Calabria

Catanzaro | Lettere minatorie al sindaco Fiorita e direttore di Amc

Una busta contenente un messaggio minatorio è stata recentemente recapitata agli uffici della Amc S.p.A, l’azienda municipalizzata di Catanzaro. Il destinatario del messaggio intimidatorio era Luca Brancaccio, direttore generale dell’azienda. L’episodio è stato prontamente reso noto dalla stessa Amc S.p.A attraverso un comunicato ufficiale.

Secondo quanto riportato, la lettera, scritta a mano e proveniente da autori anonimi, contiene minacce dirette nei confronti del vertice aziendale, inclusi anche riferimenti al sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita.

La reazione dell’azienda non si è fatta attendere: è stata subito presentata denuncia alle autorità competenti, le quali sono state sollecitate a condurre le necessarie indagini per identificare i responsabili di questo gesto preoccupante.

Luca Brancaccio, in rappresentanza dell’Amc S.p.A, ha sottolineato che l’azienda continuerà a operare nel rispetto della legalità e della trasparenza, mantenendo una stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Ha ribadito la determinazione dell’azienda nel non farsi intimidire da atti del genere.

Anche il sindaco Nicola Fiorita ha espresso ferma solidarietà nei confronti del direttore generale e dell’intera squadra di Amc S.p.A. Ha dichiarato che l’amministrazione non si lascerà intimidire da minacce e continuerà a svolgere il proprio lavoro nell’interesse della città di Catanzaro, con coerenza e dedizione.

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha aggiunto la sua voce di sostegno, condannando fermamente l’atto intimidatorio e auspicando un rapido chiarimento delle responsabilità.

L’episodio rappresenta un grave affronto alla sicurezza e alla serenità delle istituzioni locali, ma anche un’opportunità per riaffermare l’impegno comune verso valori di legalità e trasparenza nella gestione pubblica.

Le autorità competenti stanno già lavorando per individuare i colpevoli e assicurarli alla giustizia, affinché atti del genere non possano ripetersi nel futuro.

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Calabria

Calabria | Nel 2023 l’economia calabrese ha rallentato, sarebbe cresciuta dello 0,6%

Nel 2023, l’economia della Calabria ha mostrato un rallentamento rispetto al biennio di ripresa successivo alla crisi pandemica. Secondo l’indicatore Iter della Banca d’Italia, l’attività economica nella regione è cresciuta dello 0,6% durante l’anno (contro il 3,2% nel 2022), un dato in linea con il Mezzogiorno ma inferiore alla media nazionale. Questi dati emergono dal rapporto annuale sull’economia della Calabria redatto dalla filiale di Catanzaro della Banca d’Italia.

Il report di Bankitalia evidenzia che il quadro macroeconomico è stato influenzato principalmente dalla diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie e dalle restrizioni nell’accesso al credito. Complessivamente, il consumo ha registrato una crescita meno favorevole rispetto agli investimenti. Tuttavia, le prospettive future potrebbero beneficiare dalla marcata riduzione dell’inflazione registrata alla fine del 2023, anche grazie al calo dei prezzi energetici. La Banca d’Italia regionale avverte tuttavia dei potenziali rischi al ribasso per la crescita, legati all’accentuarsi delle tensioni geopolitiche che influenzano l’incertezza e la fiducia degli operatori economici.

Sempre secondo la Banca d’Italia, nel 2023 in Calabria si è registrato un rallentamento nella crescita del fatturato delle imprese, soprattutto nel settore terziario. Le costruzioni hanno mostrato un andamento migliore, mentre l’industria e l’agricoltura hanno visto una diminuzione della produzione a causa degli effetti negativi di fenomeni climatici avversi.

Per quanto riguarda l’occupazione, il rapporto della Banca d’Italia sottolinea che questa è aumentata anche nel 2023, sia con contratti autonomi che dipendenti, grazie ancora all’ampio utilizzo di contratti a tempo indeterminato. Tuttavia, l’incremento del reddito nominale delle famiglie calabresi è stato più che compensato dall’inflazione, che ha frenato la ripresa dei consumi avviata dopo la pandemia.

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