BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Invito tutti i leader europei a fare di più, sia sul piano finanziario che su quello militare e non militare, perché molti Paesi europei sono indietro nel sostegno all’Ucraina: diamo un’accelerata ai nostri sforzi e assicuriamoci che possano vincere questa guerra insensata”. Lo ha detto il premier olandese Rob Jetten arrivando al Consiglio Europeo a Bruxelles. Jetten ha sottolineato che l’Olanda intende continuare a sostenere con determinazione Kiev, confermando un ulteriore pacchetto di aiuti militari da 500 milioni di euro. Il premier olandese ha inoltre ribadito la necessità di intensificare le sanzioni e la pressione sul presidente russo Vladimir Putin per spingere Mosca al tavolo dei negoziati, riaffermando che il futuro dell’Ucraina risiede nell’Unione Europea.
KALLAS “UE HA APPROCCIO DIVERSO DAGLI USA”
L’Unione europea “ha un approccio diverso” dagli Stati Uniti rispetto alla guerra in Ucraina. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Kaja Kallas. “Pensiamo che occorra fare pressione sull’aggressore, perché ponga fine al conflitto, e non sulla vittima perché si arrenda”, ha detto Kallas parlando con i giornalisti prima dell’inizio dei lavori del Consiglio europeo.
TAJANI “ALL’EUROPA SERVE PORTAVOCE COMUNE”
“L’importante è che l’Europa abbia un portavoce abilitato a trattare a nome e per conto dell’intera Unione” sull’Ucraina. “Serve che l’Europa, per contare di più, abbia un portavoce di tutti. L’importante è che lo si decida in termini rapidi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del prevertice del Ppe a Bruxelles. “La figura può essere di diverso tipo, possono essere un gruppo di Stati, può essere una persona: l’importante è che ci sia una posizione univoca, perché altrimenti la politica europea apparirebbe debole”. Alla domanda se il ruolo possa essere svolto dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, risponde: “E’ una figura autorevole”, “può essere lui, può essere un’altra persona, l’importante è che ci sia. Il problema è che deve essere fatta una scelta condivisa e chi parla deve parlare a nome per conto di tutti”.
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