di Stefano Vaccara
NEW YORK (ITALPRESS) – Non soltanto un giornale per gli italoamericani, ma una nuova voce dell’informazione italiana che punta a conquistare il pubblico americano. È questa l’ambizione di La Stampa USA, il portale digitale interamente in inglese del Gruppo SAE, presentato al Waldorf Astoria di New York davanti a oltre 150 ospiti tra diplomatici, imprenditori, giornalisti e rappresentanti della comunità italiana. La piattaforma è andata online alle 18 di New York, mezzanotte in Italia, aprendo un nuovo capitolo nella storia della testata torinese.
A presentarla sono stati Alberto Leonardis, presidente e fondatore del Gruppo SAE, Maurizio Molinari, direttore editoriale del gruppo, e Valeria Robecco, managing editor di La Stampa USA, che ha condotto la serata. L’obiettivo non è semplicemente tradurre le notizie italiane, ma costruire un prodotto giornalistico pensato per gli Stati Uniti, con giornalisti italiani e americani e contenuti che spaziano dalla politica all’economia, dalla cultura all’attualità, fino alle storie delle imprese e delle comunità.
Un progetto che ha ricevuto anche il sostegno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta con un videomessaggio in inglese. “Il legame transatlantico è uno dei pilastri della nostra sicurezza e prosperità”, ha dichiarato, ricordando la lunga amicizia tra Italia e Stati Uniti, fondata sulla storia e sui valori condivisi di libertà e democrazia. Meloni ha sottolineato il contributo dei circa 28 milioni di italoamericani alla crescita degli Stati Uniti e l’importanza di mantenere vivo il rapporto con le proprie origini.
La Stampa USA, ha osservato, potrà raccontare le comunità, presentare le imprese italiane a nuovi interlocutori e promuovere il turismo delle radici, incoraggiando le nuove generazioni a scoprire i luoghi da cui partirono i loro antenati.“Il giornalismo di qualità avvicina le nostre società attraverso la conoscenza e la comprensione”, ha aggiunto la premier.
Anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, in un videomessaggio, ha ricordato la recente visita a New York e l’interesse per l’Italia riscontrato tra gli americani, non soltanto quelli di origine italiana. Gualtieri ha insistito sulla necessità di rafforzare i rapporti tra città, istituzioni, imprese e comunità per affrontare sfide globali come cambiamento climatico, innovazione e migrazioni.
Per Leonardis, l’apertura americana rappresenta una tappa della strategia di crescita e internazionalizzazione del Gruppo SAE. L’editore ha ripercorso la propria esperienza imprenditoriale, iniziata trent’anni fa all’Aquila, fino all’espansione nel settore editoriale e all’acquisizione de La Stampa, con l’obiettivo di rafforzarne la dimensione nazionale e internazionale. Durante la serata è stato firmato un accordo di collaborazione tra il Gruppo SAE e SACE, l’agenzia italiana per il credito all’esportazione. La partnership punta a valorizzare le storie di successo delle aziende italiane e a favorire nuove opportunità commerciali negli Stati Uniti, primo mercato extraeuropeo per l’export italiano. La presentazione ha offerto anche momenti di riflessione culturale.
L’architetto Daniel Libeskind, protagonista della ricostruzione di Ground Zero, ha dialogato con lo scrittore Antonio Monda sul rapporto tra Italia e America. Alla domanda su cosa gli venga in mente pensando all’Italia, Libeskind ha risposto con una sola parola: “Immortalità”. Per l’architetto, l’Italia è una fonte inesauribile di bellezza, storia e cultura, capace di trasformare profondamente chi la conosce. Un Paese che conserva anche un mistero difficile da decifrare.
Più concreto il confronto con Gherardo Guarducci, imprenditore della ristorazione e dell’ospitalità negli Stati Uniti, che ha invitato le aziende italiane a non sottovalutare le difficoltà del mercato americano. Per avere successo, ha spiegato, servono investimenti di lungo periodo, risorse adeguate e la capacità di coinvolgere professionalità americane. Guarducci ha anche respinto l’idea che il Made in Italy sia sotto attacco: quando è autentico e viene proposto correttamente, resta un prodotto unico e difficilmente imitabile.
Nelle videointerviste rilasciate a Italpress a margine della presentazione, sia Molinari sia Leonardis hanno insistito su un punto fondamentale: La Stampa USA non nasce soltanto per rivolgersi ai milioni di italoamericani che desiderano mantenere un legame con le proprie origini, ma punta anche al pubblico americano in generale.
L’obiettivo è raccontare l’Italia a chi non parla italiano, ma vuole conoscerne meglio la politica, l’economia, la cultura e la società. Una distinzione importante, perché segna l’ambizione di andare oltre il tradizionale giornalismo delle comunità italiane all’estero. Non soltanto un ponte con le proprie radici, dunque, ma un nuovo giornale in lingua inglese, con l’Italia al centro del racconto e lo sguardo rivolto a un pubblico molto più vasto.
Una scommessa editoriale che Molinari e Leonardis approfondiscono nelle due videointerviste realizzate da Italpress durante il lancio al Waldorf Astoria.
I VIDEO
-Foto screenshot video xo9/Italpress-
(ITALPRESS).

