GENOVA (ITALPRESS) – Prima notte in strada per i lavoratori dell’ex Ilva di Genova che oggi hanno iniziato una nuova mobilitazione per scongiurare il fermo dello stabilimento di Cornigliano. La soluzione, secondo i sindacati, è acquistare sul mercato l’acciaio che finora veniva prodotto a Taranto e mantenere attivi gli impianti a freddo del Nord Italia. In serata il presidente ligure Marco Bucci, dopo una giornata di contatti serrati col ministro Adolfo Urso e i commissari, ha riferito di una “apertura” per ottenere un piano specifico nel giro di “due o tre giorni”.
“Ovviamente sono annunci positivi, vuol dire che c’è qualcuno che ci sta ascoltando, però questo deve essere poi messo nero su bianco con numeri, date e tonnellaggi – commenta Armando Palombo, componente della Rsu per la Fiom e leader della protesta -. Serve un piano con un tonnellaggio che possa garantire la tenuta degli impianti a freddo di Genova e Novi, quindi della latta, dello zincato, della banda stagnata e cromato”.
Nel frattempo gli operai si sono attrezzati con le tende, montate già stamattina all’arrivo del corteo nei pressi della prefettura, e hanno allestito un “barbecue proletario” aperto a tutta la città. Domani mattina arriverà proprio in quel punto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, atteso per partecipare al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Abbiamo fatto una richiesta per incontrarlo, sapendo che non è il ministero di competenza e che non può risolvere i nostri problemi – conferma Palombo – però vogliamo manifestare queste preoccupazioni a un ministero importante della Repubblica italiana. Vediamo se il lavoro che stanno facendo gli enti preposti arriva al risultato”.
GIORNATA DI MANIFESTAZIONI
Stamattina si è svolto il corteo dei lavoratori ex Ilva di Genova, in prefettura per chiedere che vengano acquistati rotoli di acciaio per mantenere attivi gli impianti del Nord nonostante lo stop di Taranto. I lavoratori, dopo aver percorso in corteo il centro città, hanno deciso di piantare le tende davanti ai blindati della polizia che sbarrano l’ingresso della prefettura. Nel frattempo i mezzi della fabbrica bloccano piazza Corvetto, snodo cruciale della viabilità genovese. L’intenzione è mantenere il presidio a oltranza finché non arriveranno risposte dal Governo sulla possibilità di acquistare acciaio sul mercato per mantenere in funzione gli impianti a freddo di Cornigliano e del Nord Italia. Proprio in prefettura è attesa domani la visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

In manifestazione anche la sindaca Silvia Salis, il presidente ligure Marco Bucci e diversi parlamentari genovesi. “Non vogliamo pagare colpe che non sono nostre – ha detto durante l’assemblea Armando Palombo della Rsu Fiom -. Verificheremo, se la magistratura chiuderà davvero Taranto, ma Genova, vicina a Taranto, può e deve continuare a produrre. La lettera dei commissari è veramente incommentabile. Mesi fa annunciai che, se Taranto affonda, non vogliamo affondare con loro. Allora noi dobbiamo trovare il piano B, e il piano B è che arrivino dei rotoli. Chi gestisce questa azienda ha avuto dieci mesi di tempo. È semplice? No, ma non è impossibile. Questo è il messaggio che manderemo oggi al Governo e alla Prefettura: devono sterilizzare quella lettera e trovare un piano. Devono metterci dei soldi e non sprecarli in cassa integrazione”.

“Noi vogliamo che da Genova arrivi un messaggio molto chiaro: non vogliamo la chiusura della fabbrica, vogliamo che la fabbrica continui a lavorare”. Lo ha detto Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, dopo aver raggiunto i lavoratori ex Ilva di Genova prima dell’assemblea. Lo stabilimento di Cornigliano “fa un prodotto che è altamente richiesto, che noi importiamo dall’estero – ha aggiunto Bucci -. Nel mondo c’è grande disponibilità di coils e quindi ho chiesto sia al sottosegretario Mantovano sia al ministro Urso di poter prevedere un acquisto all’estero di coils da portare qui, oppure in qualche altro modo attraverso anche fornitori italiani. Se ci vorrà un mese per qualificarli, o due mesi, o tre mesi, non importa. L’essenziale è che ci sia un progetto per portare avanti le forniture di coils per poter essere lavorati qua”.

“La nostra non è una presenza simbolica, ma sostanziale. Non solo la città di Genova e l’amministrazione sono al fianco di questa vertenza, ma la viviamo ancora in modo più assurdo, perché qua non solo c’è il mercato, ci sono tutte le caratteristiche per continuare a produrre, basta solo l’approvvigionamento della materia prima sui mercati internazionali. Questo è un dovere del governo”. Lo ha detto Silvia Salis, sindaca di Genova, a margine del corteo dei lavoratori ex Ilva. “Non c’è una motivazione industriale per trattare in questo modo questo gruppo di stabilimenti quando il mercato richiede le loro lavorazioni – ha aggiunto Salis -. Basterebbe un accordo internazionale per l’approvvigionamento e questo tema non esisterebbe”.

– foto xa8/Italpress –
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