VARSAVIA (POLONIA) (ITALPRESS) – Non soltanto più armamenti, ma capacità strategiche, autonomia tecnologica e istituzioni adeguate alle nuove responsabilità europee. Al Forum sulla sicurezza di Varsavia il commissario Ue alla Difesa e allo Spazio, Andrius Kubilius, ha delineato la trasformazione dell’architettura euroatlantica: “Se la Nato ha il concetto di Nato 3.0, anche noi nel continente europeo dobbiamo sviluppare un concetto di Europa 3.0”. Un assetto nel quale gli Stati Uniti conserverebbero “una responsabilità secondaria” e la garanzia “dell’ombrello nucleare”, mentre gli alleati europei assumerebbero il peso prevalente della difesa convenzionale. “Dobbiamo rendere l’Europa molto più forte nelle capacità di difesa”, ha insistito, richiamando anche la necessità di rafforzare l’organizzazione istituzionale. Da qui il sostegno alla proposta di un Consiglio europeo di sicurezza avanzata da Ursula von der Leyen.
La prospettiva americana di concentrare maggiori risorse nell’Indo-Pacifico impone inoltre di sostituire gli “abilitatori strategici” oggi forniti da Washington, “comprese le capacità spaziali”. Kubilius ha richiamato le comunicazioni satellitari sicure Iris², l’intelligence geospaziale e l’accesso autonomo all’orbita, settore nel quale l’Europa è ancora “considerevolmente indietro”. Sul piano industriale, il commissario ha indicato un “doppio compito”: conseguire gli obiettivi capacitivi Nato attraverso Defence Readiness 2030 e superare la frammentazione produttiva denunciata dal rapporto Draghi. Difesa antidroni, protezione del fianco orientale, sistemi antiaerei e antimissile, sicurezza marittima e scudo spaziale costituiscono le priorità dei futuri programmi paneuropei. Centrale anche l’integrazione delle capacità ucraine, valorizzandone esperienza bellica e innovazione industriale. La sfida, dunque, non è costruire un’alternativa alla Nato, ma dotare il suo pilastro europeo degli strumenti per operare con maggiore autonomia. “Rendere l’Europa più forte significa rendere più forte la Nato”, ha concluso Kubilius, individuando nel riequilibrio transatlantico una condizione per consolidare la deterrenza collettiva.
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