Iran, Ghalibaf “Se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura nella regione è al sicuro”

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TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – L’Iran ha alzato i toni in attesa della risposta americana alle sue ultime proposte, avvertendo contro il proseguimento del blocco alle sue esportazioni di petrolio. Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che è anche presidente del Parlamento, ha dichiarato oggi, martedì, che senza la garanzia della sicurezza del Paese “nessuna infrastruttura nella regione sarà al sicuro da attacchi”. In un video trasmesso dalla televisione di Stato iraniana, Ghalibaf ha aggiunto: “In una regione in cui non possiamo vendere petrolio, nessun altro potrà venderlo. E se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura resterà al sicuro”. Parallelamente, il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Hossein Mohibi, ha attaccato il presidente americano Donald Trump definendolo “il grande bugiardo” e affermando che “bisogna dire la verità al popolo americano”. In una conferenza stampa ha aggiunto che “agli Stati Uniti non resta altra scelta che dichiarare il fallimento e lasciare la regione”. Le dichiarazioni arrivano dopo che Trump ha smentito questa mattina di aver offerto all’Iran la fine del blocco navale sui suoi porti e il rilascio di asset congelati all’estero in cambio di concessioni concrete sul nucleare.

LE PAROLE DI ARAGHCHI

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di attendere per oggi una risposta americana alla proposta di riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riporta la tv al Arabiya. “Nonostante i segnali finora non incoraggianti – ha detto Araghchi in dichiarazioni alla stampa – i mediatori qatarini hanno presentato delle idee, le abbiamo discusse e ripresenteranno la questione alla parte americana. Dopodiché ci verrà trasmessa la risposta definitiva di Washington”. I qatarini, ha aggiunto, sperano che ciò avvenga entro oggi. Il capo della diplomazia iraniana, a New York per i lavori dell’Assemblea Generale dell’Onu, ha riferito di aver incontrato nuovamente ieri sera i mediatori di Doha, ribadendo che restano condizioni da rispettare per la riapertura dello Stretto.

Nei giorni scorsi Araghchi ha tenuto colloqui indiretti con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner a margine dell’Assemblea Generale. Teheran aveva avanzato la scorsa settimana un piano che prevedeva una tregua di sette giorni su tutti i fronti (compreso il Libano), il rilascio dei fondi iraniani congelati, la revoca delle sanzioni sul petrolio e la fine del blocco navale americano sui porti iraniani come precondizione per riaprire Hormuz. Il presidente Trump aveva respinto la proposta sabato scorso con un post su Truth Social. Un funzionario americano anonimo aveva riferito alla Cnn che Trump sarebbe disposto ad alleggerire le sanzioni e sbloccare fondi in un accordo definitivo, a condizione di “progressi concreti” sul nucleare iraniano. Trump ha poi smentito immediatamente quelle notizie, definendole “false e inventate”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).