Nata nel 1914 nei famosi cantieri H.R. Stevens Ltd di Southampton, la storia di questa regina del mare ha festeggiato da 12 anni il secolo di vita. Immancabile a Imperia la presenza di Tirrenia II—scesa in acqua originariamente con il nome di Sappho—E’ una vera e propria ode alla grande marineria d’epoca. Lungo 21,5 metri, questo splendido ketch aurico rappresenta uno degli esempi più fulgidi dell’ingegneria navale dell’inizio del Novecento, capace di sfidare il tempo e le mode per oltre un secolo di navigazione.
Il suo disegno porta la firma prestigiosa di Frederik Shepherd, celebre progettista britannico attivo tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo successivo. Tra gli oltre ottanta yacht concepiti dall’architetto, Tirrenia II racchiude la quintessenza della sua visione: linee d’acqua profonde e strette, concepite non solo per l’eleganza esteriore, ma soprattutto per la tenuta marittima. Lo scafo vanta una straordinaria capacità di risalire il vento in bolina e una stabilità impeccabile tra le onde, qualità che le permettono da sempre di affrontare anche le condizioni di mare più impegnative con aristocratica sicurezza.
Dopo decenni di navigazione e una parentesi oltreoceano, nel 1992 la barca incontra il suo secondo destino. Gianni Loffredo, indimenticato presidente dell’Associazione Italiana Vele d’Epoca, la ritrova tra le acque dei Caraibi e decide di riportarla in Mediterraneo. Segue un meticoloso intervento di restauro filologico, volto a preservare ogni singolo dettaglio originale dello scafo, guidato dalla maestria e dalla supervisione tecnica di Carlo Sciarrelli, maestro indiscusso della progettazione navale classica. La saga di questa ultracentenaria continua ancora oggi. Dopo un periodo trascorso a terra per le necessarie cure, nel 2019 la nuova proprietà ha deciso di rinnovare il legame dell’imbarcazione con l’eccellenza artigianale italiana, affidandone i complessi lavori di ripristino alle sapienti mani del Cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio.
Oggi Tirrenia II continua a solcare il Mediterraneo come regina dei più prestigiosi raduni d’epoca. Con le sue vele spiegate al vento, non è soltanto una barca da diporto, ma un monumento vivo e galleggiante alla cultura della nautica classica, destinato a incantare appassionati e marinai per molte generazioni a venire.

