Genova, la Procura indaga su due morti per complicazioni al Villa Scassi e al San Martino

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Un doppio dramma scuote la sanità genovese a distanza di poche settimane. La Procura di Genova ha aperto due distinti fascicoli d’indagine per fare luce sulla morte di due pazienti, avvenuta a seguito di complicazioni insorte durante procedure diagnostiche e chirurgiche ai polmoni presso gli ospedali Villa Scassi e San Martino.

L’episodio più recente risale al 14 agosto e si è verificato all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. La vittima è un uomo di 76 anni, deceduto durante un intervento al polmone eseguito in endoscopia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, nel corso della procedura si sarebbe verificata la rottura accidentale di un vaso sanguigno, provocando un’improvvisa e severa emorragia. Nonostante il tempestivo intervento dei chirurghi vascolari per arginare l’emorragia e il successivo trasferimento d’urgenza in Rianimazione con trasfusione di sangue, il quadro clinico è precipitato e l’uomo è deceduto poco dopo.

A far scattare l’inchiesta è stata la segnalazione inoltrata all’autorità giudiziaria dagli stessi anestesisti del reparto di Rianimazione. La pubblico ministero Paola Calleri ha immediatamente aperto un fascicolo, disponendo il sequestro di tutta la documentazione medica e la successiva esecuzione dell’autopsia per chiarire l’esatta catena causale dei fatti. Dall’Azienda ospedaliera metropolitana è arrivata una nota di piena collaborazione con gli inquirenti, ribadendo la massima fiducia nell’operato della magistratura.

Il caso del Villa Scassi si aggiunge a un altro tragico evento avvenuto a inizio agosto all’ospedale San Martino di Genova. In quella circostanza a perdere la vita era stata una donna di 60 anni, deceduta durante l’esecuzione di una biopsia polmonare. Nel corso dell’inserimento dell’ago per il prelievo del tessuto da analizzare, la paziente ha accusato una grave emorragia che le è stata fatale. Per questo episodio la pm Valentina Grosso ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto a garanzia delle parti, il primario del reparto e un medico specializzando.