Trump “Con l’Iran siamo vicini a un accordo, il petrolio può crollare”. Teheran continua a dialogare con l’Oman su Hormuz

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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Donald Trump torna a mostrare ottimismo sul dossier iraniano e sostiene che una svolta potrebbe essere ormai imminente. Intervenendo a Las Vegas, in Nevada, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che i colloqui in corso sull’Iran e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz stanno facendo registrare progressi significativi, lasciando intendere che un accordo potrebbe arrivare già nelle prossime ore. “Stiamo avendo discussioni molto positive con l’Iran”, ha detto Trump davanti ai sostenitori riuniti al Red Rock Casino Resort, aggiungendo di preferire una soluzione diplomatica alla prosecuzione del conflitto. “Preferirei fare un accordo con l’Iran perché non voglio uccidere persone”, ha dichiarato il presidente americano.

Il tema iraniano ha occupato una parte rilevante del discorso, con Trump che ha ribadito la propria fiducia sulla possibilità di riaprire lo Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale. Secondo il presidente, un’intesa contribuirebbe ad allentare le tensioni sui mercati energetici e ad accelerare il ritorno alla normalità dopo mesi di guerra e instabilità.

Trump ha sostenuto che i prezzi del petrolio potrebbero diminuire sensibilmente una volta conclusa la crisi, sottolineando che “quando questa situazione finirà, vedrete il petrolio scendere”. Le quotazioni del greggio sono già arretrate negli ultimi giorni grazie alle aspettative di una de-escalation e alla ripresa dei contatti diplomatici. Il presidente ha comunque mantenuto toni duri nei confronti di Teheran, ricordando che Washington dispone delle risorse necessarie per aumentare la pressione qualora i negoziati dovessero fallire. Nei giorni scorsi Trump aveva avvertito che l’Iran rischierebbe di essere colpito “molto duramente” se non dovesse collaborare alla riapertura del corridoio marittimo. Nonostante ciò, il capo della Casa Bianca ha insistito sul fatto che la priorità resta una soluzione negoziata, definendo i colloqui “molto incoraggianti”.

IRAN-OMAN: MEDIA “ACCORDO IMMINENTE SU HORMUZ”

Un’intesa di massima è stata raggiunta tra Oman e Iran sulle linee guida di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto oggi una fonte di alto livello alle emittenti Al Arabiya e Al Hadath. Secondo la fonte, l’annuncio formale dell’accordo potrebbe arrivare nei prossimi giorni, ma resta subordinato all’approvazione del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. L’intesa proposta avrebbe una durata di 60 giorni e mira a ripristinare la navigazione nel corridoio marittimo strategico. Le navi in ingresso nello Stretto utilizzeranno la rotta più vicina all’Iran, mentre quelle in uscita percorreranno il canale più prossimo alle coste omanite. L’accordo non prevede l’imposizione di diritti di transito o di servizi alle unità che attraversano lo Stretto. Parti regionali potrebbero partecipare alle operazioni di sminamento e alle procedure tecniche necessarie per garantire la sicurezza della navigazione. Una volta approvato l’accordo su Hormuz, Stati Uniti e Iran torneranno al memorandum d’intesa firmato lo scorso giugno e attiveranno l’articolo 5. L’intesa di 60 giorni ha lo scopo di sbloccare la situazione e avviare i negoziati tecnici tra Washington e Teheran. Contatti indiretti tra le due parti, mediato da intermediari, sarebbero già entrati nella fase finale.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto di recente due colloqui telefonici con il capo di stato maggiore dell’esercito pakistano Asim Munir e potrebbe recarsi a Islamabad entro la fine di questa settimana o all’inizio della prossima. Fonti di alto livello hanno inoltre riferito che i responsabili pakistani informeranno il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sugli sviluppi dei negoziati tra Teheran e Washington.

IRAN: NUOVO PERCORSO STRETTO HORMUZ CON OMAN È PROVVISORIO

Il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharib Abadi, ha dichiarato che il nuovo percorso concordato tra Iran e Oman nello Stretto di Hormuz sarà di carattere temporaneo e resterà in vigore per due mesi o più. “Questo percorso, attualmente oggetto di negoziati con il Sultanato dell’Oman, è temporaneo e naturalmente durerà da due a quattro mesi”, ha detto Gharib Abadi, citato dall’agenzia di stampa iraniana Irna. Ha aggiunto che nelle trattative in corso con Mascate si sta discutendo anche la possibilità di prolungare oltre questo termine l’utilizzo del tracciato provvisorio. La decisione, ha spiegato, è stata presa in un contesto di incertezza: Teheran non sa quali condizioni dovrà affrontare in futuro e se la situazione nella regione evolverà verso la stabilità e la normalizzazione.

Sempre Gharib Abadi ha rivelato che gli Stati Uniti hanno inviato all’Iran, tramite mediatori, un messaggio in cui esprimono la disponibilità a tornare al rispetto del memorandum d’intesa firmato dalle due parti a Islamabad lo scorso giugno. “Le dichiarazioni americane secondo cui sarebbero in corso negoziati con l’Iran non corrispondono al vero: non ci sono trattative. Abbiamo tuttavia ricevuto messaggi da Washington che indicano la volontà di tornare al pieno rispetto degli impegni assunti”, ha sottolineato. Il vice ministro ha poi precisato che Teheran non ha ancora deciso se passare alla seconda fase dei colloqui con gli Stati Uniti, destinata ad affrontare il programma nucleare iraniano. “La decisione non è ancora stata presa e, viste le complessità e le difficoltà che ho menzionato, resta sotto esame”.

Lo scorso giugno Washington e Teheran avevano firmato un memorandum che prevedeva un cessate il fuoco immediato su tutti i fronti per 60 giorni, periodo durante il quale le parti avrebbero dovuto discutere, tra gli altri temi, anche il nucleare iraniano in un secondo round di colloqui. Nella notte dell’8 luglio, tuttavia, gli Stati Uniti hanno ripreso attacchi su vasta scala contro l’Iran, accusando Teheran di aver violato le clausole dell’accordo relative allo Stretto di Hormuz.

PEZESHKIAN “CONTATTO CON MOJTABA KHAMENEI ORA MOLTO DIFFICILE”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che il contatto con la Guida Suprema iraniana è “molto difficile”. In dichiarazioni riportate dalla televisione di Stato, Pezeshkian ha detto che comunicare con Mojtaba Khamenei è “estremamente difficile” in questa fase, aggiungendo però: “La sua presenza rappresenta un punto di forza molto grande per noi”. Il presidente ha poi affermato che alcune parti hanno tentato di creare divisioni all’interno del Paese, sfruttando quello che ha definito un pretesto legato al messaggio della Guida sul memorandum d’intesa con Washington. Mojtaba Khamenei non è apparso pubblicamente da quando ha assunto la carica di Guida Suprema, succedendo al padre Ali Khamenei, ucciso nei primi attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio scorso. Le dichiarazioni di Pezeshkian arrivano dopo che ieri lo stesso presidente aveva negato di aver rassegnato le dimissioni o di aver minacciato di lasciare l’incarico, ribadendo la volontà di restare al suo posto amid le crescenti tensioni all’interno delle istituzioni di governo su negoziati e ripartizione dell’influenza tra apparati dello Stato e forze militari e di sicurezza, in assenza della Guida Mojtaba Khamenei.

Pezeshkian ha spiegato che le sue parole, pronunciate all’inizio del terzo anno di mandato, rispondono a una campagna volta a indebolire il governo e a presentarlo come diviso dalle altre istituzioni dello Stato. In un estratto dell’intervista televisiva intitolata “Rapporto al popolo”, trasmessa in quattro parti, ha affermato: “Se volessi dimettermi, lo annuncerei ufficialmente. Non mi dimetterò e resterò al mio posto”. Ha aggiunto che alcuni soggetti cercano di far apparire una spaccatura tra lui e la Guida: “Vogliono creare un disaccordo: la leadership dice una cosa e loro ne dicono un’altra, ma ciò che è evidente non ha bisogno di spiegazioni”. Pezeshkian ha inoltre sottolineato che il suo governo è “pienamente coordinato” con le forze armate e ha respinto le narrazioni che lo ritraggono in contrasto con l’istituzione militare. Minacciare le dimissioni contro la volontà della Guida, ha detto, sarebbe un’ingiustizia nei confronti dei militari che lavorano con lui: “Se minacciassi di dimettermi nonostante il volere della leadership, non si rivolgerebbero contro di me? Sarebbe un’ingiustizia verso quelle persone”.

Le parole del presidente arrivano dopo la diffusione di una registrazione del religioso di spicco Mohammad Baqer Kharazi, secondo cui Pezeshkian si sarebbe dimesso o avrebbe minacciato di farlo 28 volte da quando ha assunto la presidenza nel 2024.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).