Vertice Ue su Ceuta, Brunner: “Nessun migrante è entrato nell’area Schengen”. Madrid: “L’Italia revochi subito i controlli”

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ROMA (LITALPRESS) – All’indomani della crisi di Ceuta, l’Europa fa quadrato e sottolinea l’esigenza di “restare uniti” di fronte alle sfide migratorie, ma anche di rafforzare le misure messe in campo dall’Ue. La riunione in videoconferenza dei ministri degli Interni degli Stati membri ha fatto il punto sulla situazione che si è creata nei giorni scorsi nella città autonoma spagnola, che secondo gli ultimi dati ha visto 72 mila ingressi dal Marocco, 70 mila rimpatri a oggi e, come ha precisato il ministro di Madrid Fernando Grande-Garlaska, 75 vittime recuperate nelle acque territoriali spagnole.

Il commissario Ue agli Affari Interni, Magnus Brunner, in conferenza stampa, dopo la videoconferenza, ha sottolineato che a Ceuta “la situazione è sotto controllo, nessuno è stato trasferito nella Spagna continentale e l’area Schengen non è stata interessata”. Secondo Brunner, Ceuta ha rappresentato uno “stress-test” per l’Europa. “Gli ultimi giorni hanno rappresentato una prova della nostra resilienza europea e, al tempo stesso, della sicurezza delle nostre frontiere esterne. Ritengo che l’Europa abbia superato questa prova”.

Il commissario ha voluto ribadire il sostegno offerto dalle istituzioni europee a Madrid, “sia sul piano finanziario sia su quello operativo”, con l’offerta di “un’assistenza finanziaria d’emergenza per rafforzare la protezione della frontiera esterna a Ceuta, il sostegno ai rimpatri e misure per impedire ulteriori movimenti verso l’Unione europea”.

Brunner ha poi sottolineato l’importanza di “continuare ad agire in modo unitario” di fronte alla sfida migratoria.

“L’Unione europea continui ad agire in modo unitario e tragga le giuste conclusioni da questi eventi”, ha detto il commissario Ue in conferenza stampa, ricordando che il lavoro svolto finora a livello europeo ha portato, nell’ultimo anno e mezzo, a risultati concreti.

Ciò che l’Unione europea ha realizzato congiuntamente nell’ultimo anno e mezzo è concreto e i dati lo dimostrano chiaramente. Dal 12 giugno, è entrato in vigore il nuovo sistema europeo” che prevede “screening alle frontiere, procedure accelerate e il nuovo regolamento sui rimpatri. Tutte queste riforme sono ormai operative e i risultati sono evidenti nei numeri: l’immigrazione irregolare è diminuita del 55% negli ultimi due anni e di quasi un ulteriore 40% dall’inizio di quest’anno. Complessivamente, poco più di 49.000 persone hanno attraversato illegalmente le frontiere esterne dell’Unione europea”, ha dichiarato Brunner.

Riguardo a Ceuta, “ciò che ha funzionato è stata la risposta: la Spagna ha confermato che praticamente tutte le persone entrate a Ceuta sono ormai rientrate. Nessuno è passato da Ceuta alla Spagna continentale o al resto dell’Europa, l’integrità dell’area Schengen è stata preservata”, ha ribadito, sottolineando che il risultato è stato “frutto della stretta e costante cooperazione tra Spagna, Marocco e Commissione europea negli ultimi giorni”.

Due punti sono stati poi portati all’attenzione da Brunner: il primo è quello sull’applicazione integrale, definita di importanza “fondamentale”, del Patto sulla migrazione e l’asilo. Il secondo punto è il concetto di “Paese terzo sicuro”: “Gli Stati membri devono utilizzare meglio strumenti come il nuovo concetto di ‘Paese terzo sicuro’, che consente di svolgere procedure di asilo al di fuori dell’Unione europea secondo regole precise. Anche questo contribuirà a scoraggiare ulteriormente l’immigrazione irregolare”, ha dichiarato il commissario Ue.

Sulla questione dei Paesi sicuri e sul loro possibile contributo si è soffermato anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Accanto alla fermezza sui confini e al contrasto delle reti dei trafficanti, l’Europa deve avere il coraggio di percorrere con decisione la strada delle soluzioni innovative”, ha dichiarato il ministro nel suo intervento. “Abbiamo creato una nuova cornice legislativa a livello europeo ed ora è giunto il momento di mettere in pratica i nuovi modelli di hub per la gestione esterna delle procedure di asilo e per i rimpatri in Paesi terzi sicuri, superando i vecchi tabù ideologici del passato”, ha spiegato.

In questo senso, l’Italia ha fatto da apripista con il Protocollo Italia-Albania, che ha suscitato l’interesse di una maggioranza sempre più ampia di Stati membri. Processare le richieste di asilo con procedure di frontiera accelerate ed eseguire i rimpatri direttamente all’interno di strutture gestite in Paesi terzi sicuri costituiscono il più forte deterrente possibile contro il traffico di esseri umani e contro i flussi irregolari“, ha concluso.

Riguardo ai fatti di Ceuta, Piantedosi ha espresso al governo spagnolo la solidarietà dell’Italia: “Vorrei chiarire in modo netto la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner“, ha detto il ministro. “È una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi”, ha sottolineato. “Non si tratta, dunque, di una misura eccezionale né di una scelta inconsueta, bensì di uno strumento ordinario dell’ordinamento regolamentare, cui gli Stati ricorrono quando si rende necessario governare fenomeni caratterizzati da particolare complessità”.

Piantedosi ha inoltre richiamato la necessità di un approccio compatto da parte dell’Unione europea alla questione migratoria. “Quanto sta avvenendo, ci mostra chiaramente la strategia da seguire: come Unione europea non dobbiamo più rincorrere le emergenze all’interno dei nostri confini, ma dobbiamo agire come un blocco unito, compatto e coeso per fermare le partenze all’origine e rimpatriare coloro che non hanno diritto a permanere sul territorio dell’Unione”, ha dichiarato.

Sulla posizione dell’Italia è arrivato il commento del ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, secondo cui “l’area Schengen non è mai stata a rischio” nei giorni del massiccio flusso migratorio verso Ceuta.

Rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla misura annunciata dall’Italia di ripristinare temporaneamente i controlli per coloro che arrivano dalla Spagna, Marlaska ha detto: “Vedremo se ci sarà un ripensamento”. Il ministro ha chiesto che “che questi controlli vengano revocati immediatamente”, poiché, a suo avviso, “non corrispondono a quanto abbiamo riconosciuto tutti, ovvero che l’area Schengen non è mai stata a rischio”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).