WASHINGTON – In un’intervista rilasciata al giornalista Hugh Hewitt sul canale Salem News Channel, il Presidente degli Stati Uniti ha scosso nuovamente i palazzi apostolici. Le sue parole, dirette e prive di filtri diplomatici, segnano un nuovo punto di rottura nei rapporti tra la Casa Bianca e il Vaticano.
L’accusa: “Un pericolo per i fedeli”
Secondo Trump, il Pontefice starebbe portando avanti una linea geopolitica inaccettabile per l’amministrazione americana.
“Per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare,” ha affermato il tycoon durante l’intervista. “Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Preferisce parlare di come sia accettabile che Teheran abbia l’atomica, ma io non penso sia una buona cosa.”
Queste dichiarazioni arrivano come un fulmine a ciel sereno, proprio mentre la diplomazia statunitense stava tentando di spegnere l’incendio divampato durante le scorse festività pasquali, segnate da un durissimo scontro dialettico a distanza tra Washington e la Santa Sede.
La missione di Marco Rubio: ricucire lo strappo
Il tempismo di Trump è, come di consueto, dirompente. Le critiche giungono infatti a soli due giorni dalla visita ufficiale del Segretario di Stato, Marco Rubio, a Città del Vaticano.
L’obiettivo dichiarato del viaggio di Rubio è quello di riallacciare i rapporti e tentare una mediazione. Tuttavia, dopo le parole del Presidente, il compito del Segretario di Stato si preannuncia in salita. L’ambasciatore americano presso la Santa Sede, Brian Burch, ha cercato di mantenere un tono costruttivo parlando con la stampa:
- Dialogo autentico: Burch ha anticipato che il faccia a faccia includerà una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump.
- Fraternità: “Le nazioni hanno disaccordi,” ha spiegato l’ambasciatore, “e credo che uno dei modi per superarli sia attraverso la fraternità. Il Segretario Rubio sta venendo qui con questo spirito.”
I punti di attrito: Nucleare, Pasqua e Prevost
Al centro della contesa non c’è solo la questione iraniana. Il riferimento di Trump a Prevost (Robert Francis Prevost, figura chiave della Curia) indica una divergenza profonda sulla gestione degli equilibri in Medio Oriente.
Il mondo osserva ora con attenzione l’incontro tra Rubio e il Papa. Se da un lato il Segretario di Stato cercherà di ammorbidire i toni, dall’altro le parole di Trump sembrano aver già tracciato un perimetro invalicabile: per la Casa Bianca, la sicurezza globale e il dossier Iran non possono essere oggetto di mediazione, nemmeno con il soglio di Pietro.
