di Umberto Zollo
Controlli mirati tra Torino e Val di Susa sul fronte del gioco illegale. Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno eseguito 20 interventi nel capoluogo piemontese e altri 5 controlli nelle sale giochi della valle, facendo emergere irregolarità nella gestione degli apparecchi, violazioni fiscali e problemi sul piano del lavoro. Il dato economicamente più pesante riguarda il Prelievo Erariale Unico: i tributi sottratti all’erario ammontano a 1.839.600 euro, mentre tra imposte, sanzioni e interessi la cifra contestata supera i 6 milioni di euro.


Nel dettaglio, una delle operazioni ha interessato tre bar di Barriera di Milano, dove sono stati trovati sette apparecchi da gioco installati irregolarmente perché non collegati alla rete telematica dell’ADM e privi dei titoli autorizzativi. Secondo gli accertamenti, anche alcune schede di gioco non rispettavano le specifiche tecniche. Le apparecchiature, il denaro contenuto all’interno, pari a oltre 3.500 euro, e le schede elettroniche sono stati sequestrati.
L’attività ispettiva ha portato anche a contestare sanzioni amministrative per almeno 87 mila euro. A questo si aggiungono violazioni in materia di lavoro, con due dipendenti retribuiti in contanti in modo irregolare e un lavoratore completamente in nero, per ulteriori 255 mila euro di sanzioni al datore di lavoro. Sono state inoltre rilevate 10 irregolarità nella trasmissione e memorizzazione dei corrispettivi telematici e nei controlli periodici del registratore di cassa.


Nei controlli svolti in Val di Susa, i finanzieri hanno riscontrato in un caso la presenza, in un punto raccolta scommesse, di soggetti privi della licenza di polizia e, in altri quattro casi, violazioni delle limitazioni orarie previste in Piemonte per il funzionamento degli apparecchi da gioco. Il quadro che emerge riporta al centro il tema della legalità in un settore dove il rispetto delle regole incide non solo sul gettito fiscale, ma anche sulla tutela dei lavoratori e dei consumatori.

