di Umberto Zollo
Una segnalazione per il malessere di un animale ha fatto scattare un intervento congiunto che, oltre alla verifica delle condizioni di un cane, ha portato alla scoperta di un presunto stoccaggio illecito di rifiuti in città.
L’operazione è partita dopo l’allarme sulle condizioni di detenzione di un pastore tedesco, che sarebbe stato costretto a vivere in un cortile ingombro di materiali di scarto. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri Forestali con il supporto di un tecnico Arpa Piemonte e dei veterinari dell’ASL Città di Torino, per un sopralluogo in un immobile di via Crevacuore 70.

Durante l’accesso, gli operatori hanno riscontrato un cortile di circa 80 metri quadrati quasi interamente occupato da rifiuti: secondo quanto indicato nel comunicato, l’accumulo interessava circa il 90% dell’area, con materiali depositati in modo irregolare e senza misure di sicurezza.
L’ispezione avrebbe evidenziato la presenza di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, di diversa natura: RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici), estintori, pneumatici fuori uso, batterie esauste, cavi elettrici, oltre a rottami ferrosi e non.
Il proprietario dell’immobile, titolare di un’impresa individuale attiva anche nello sgombero locali, non avrebbe fornito documentazione ritenuta idonea a giustificare la presenza dei rifiuti. Per questo è stato denunciato per l’ipotesi di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256, comma 1, D. Lgs. 152/2006). La polizia giudiziaria ha quindi proceduto al sequestro probatorio dell’area e del materiale presente.
Il procedimento, viene precisato, è nella fase delle indagini preliminari e le valutazioni restano allo stato degli atti. Resta il dato di partenza: un intervento avviato per il benessere animale ha finito per far emergere un problema di degrado ambientale e gestione dei rifiuti in un’area residenziale.
