Addio ad Angela Luce: scompare la “Voce di Napoli”, l’ultima regina del palcoscenico

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Si è spenta a 87 anni l’attrice e cantante che incarnò l’anima verace della città. Dai successi con Totò e De Filippo al David di Donatello, fino al podio di Sanremo: una carriera tra cinema, teatro e grande musica.

DI REDAZIONE SPETTACOLI 20 Febbraio 2026

Napoli piange una delle sue figlie più illustri, una bellezza mediterranea che ha saputo farsi icona globale senza mai tradire le proprie radici. Angela Luce (all’anagrafe Angela Savino) si è spenta oggi all’età di 87 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama culturale italiano. Solo lo scorso anno era stata omaggiata in Senato, un riconoscimento alla carriera che suggellava un percorso artistico iniziato quando era ancora un’adolescente.

Dalla Piedigrotta ai maestri del Cinema

Nata nel 1937, Angela Luce esordì a soli 14 anni alla “Piedigrotta Bideri”, ma fu il cinema a regalarle la consacrazione. La sua filmografia è un viaggio nella storia del cinema italiano del dopoguerra. Ha recitato accanto ai giganti della comicità come Totò (in Signori si nasce) e Peppino De Filippo, per poi passare alla direzione di registi del calibro di Dino Risi (Il vedovo), Luchino Visconti (Lo straniero) e Pier Paolo Pasolini, con il quale girò il celebre Il Decameron.

Il punto più alto della sua carriera cinematografica arrivò nel 1995 con “L’amore molesto” di Mario Martone. Per l’interpretazione del ruolo di Amalia, Angela Luce vinse il David di Donatello come miglior attrice non protagonista, ottenendo anche una prestigiosa nomination alla Palma d’oro a Cannes.

La prediletta di Eduardo e la “Regina” della sceneggiata

Nonostante il successo sul grande schermo, il suo vero “maestro” rimase sempre Eduardo De Filippo. Scritturata dal grande drammaturgo, la Luce interpretò ruoli complessi e viscerali, culminando nella storica registrazione televisiva de Il contratto.

Parallelamente, divenne la regina indiscussa della sceneggiata napoletana accanto a Mario Merola, portando nei teatri di tutto il mondo la passione e il dolore del popolo partenopeo. La sua interpretazione di “Bammenella” di Raffaele Viviani resta, ancora oggi, una pietra miliare della canzone classica napoletana, un brano che Angela Luce ha saputo rendere eterno con la sua voce profonda e teatrale.


Il trionfo a Sanremo e la musica

Angela Luce non fu solo un’attrice, ma una cantante di straordinario successo commerciale. Nel 1975 sfiorò la vittoria al Festival di Sanremo, classificandosi seconda con “Ipocrisia”, un brano diventato un classico della musica leggera italiana.

I successi discografici:

  • 1973: Partecipa a Un disco per l’estate con “La casa del diavolo”.
  • 1975: Podio a Sanremo e nuova partecipazione estiva con “Cara amica mia”.
  • Premi: Vince la Maschera d’Argento per l’interpretazione de “L’ultima tarantella”.

Un’eredità intramontabile

Con la scomparsa di Angela Luce se ne va un pezzo di quella Napoli capace di dialogare con il mondo intero attraverso l’arte. Dalle collaborazioni con Marcello Mastroianni e Nino Manfredi fino alle ultime apparizioni con Pupi Avati (che le valsero una nomination al Nastro d’argento per La seconda notte di nozze), la sua è stata una vita dedicata interamente allo spettacolo.

Il mondo della cultura si stringe attorno alla famiglia e alla città di Napoli, che oggi perde la sua voce più autentica, fiera e appassionata.