Smantellata la banda dei bancomat: 5 fermi tra Puglia e Calabria. Nel mirino anche il Cosentino


Smantellata la banda dei bancomat: 5 fermi tra Puglia e Calabria. Nel mirino anche il Cosentino

Arrestato il presunto boss Cataldo Bartolo, legato al clan Parisi. La banda seminava il terrore con esplosivi e auto veloci: colpiti 17 sportelli in 7 province. Bottini da centinaia di migliaia di euro.

TARANTO/COSENZA – Non erano semplici ladri, ma una vera e propria unità d’assalto strutturata. L’inchiesta, coordinata dal PM Francesca Colaci, ha svelato l’esistenza di un’organizzazione guidata da Cataldo “Dino” Bartolo, 46 anni, figura di spicco della malavita barese già vicina al clan Parisi. Insieme a lui sono finiti in cella quattro giovani reclutati tra le province di Bari e Taranto, pronti a tutto pur di far saltare le casseforti degli istituti di credito.

La tecnica della “Marmotta”

Il gruppo operava con una metodologia precisa e devastante, denominata in gergo criminale “tecnica della marmotta”.

L’inserimento: Attraverso la fessura di erogazione delle banconote, i malviventi inserivano un manufatto metallico a forma di “T” (la marmotta), imbottito di polvere pirica o esplosivo plastico.

L’innesco: Una volta posizionata la carica all’interno del forziere, l’esplosione veniva attivata a distanza, sventrando lo sportello automatico e spesso causando danni strutturali agli interi edifici.

Il prelievo: In pochi secondi, la banda prelevava i cassetti contenenti il contante e fuggiva a bordo di auto di grossa cilindrata.

Una scia di fuoco da Cosenza a Foggia

L’escalation era diventata insostenibile. L’indagine è partita dopo il colpo di Montemesola del 15 novembre 2025, per poi ricostruire una mappa dei raid che copre mezza Italia:

Calabria: Colpite duramente le aree di Camigliatello Silano e Santo Stefano di Rogliano, con bottini record fino a 90.000 euro.

Puglia e Basilicata: Assalti a Monteiasi, Palagiano, Mottola, Scanzano Jonico e, l’ultimo in ordine di tempo (3 febbraio), a Margherita di Savoia.

Centro Italia: La banda si era spinta fino a Frosinone, toccando anche le province di Caserta, Benevento e Salerno.

L’allarme nel Cosentino e la “pista pugliese”

Il territorio della provincia di Cosenza è stato uno dei più bersagliati. Gli assalti notturni hanno alimentato un forte senso di insicurezza tra i residenti, spaventati dalle forti deflagrazioni. Gli investigatori calabresi avevano già intuito una “connessione pugliese” dietro questi colpi, ipotesi confermata dal fermo di un giovane barese avvenuto subito dopo il raid di Rogliano.

Il quadro indiziario: Gli inquirenti parlano di un’organizzazione capace di gestire sopralluoghi preliminari meticolosi e di accumulare una disponibilità economica considerevole in tempi brevissimi. La Procura ha disposto i fermi d’urgenza per evitare il concreto pericolo di fuga dei componenti della banda, che disponevano ormai di basi logistiche e capitali pronti per l’espatrio.

Verso la convalida

Nelle prossime 48 ore il GIP dovrà convalidare i provvedimenti. Con lo smantellamento di questo nucleo, le autorità sperano di aver reciso il braccio operativo di una rete che rischiava di diventare egemone nel settore dei furti con esplosivo nel Mezzogiorno.