Il 2025 si chiude per il NAS di Genova con un bilancio che invita alla riflessione sulla sicurezza di ciò che portiamo in tavola. I militari dell’Arma hanno setacciato il territorio ligure con un obiettivo chiaro: tutelare la salute pubblica e colpire le frodi alimentari. Sotto la lente sono finite gravi carenze igieniche, protocolli HACCP dimenticati e la vendita di cibi potenzialmente pericolosi per i consumatori. I numeri raccontano una realtà complessa: circa 4.560 chilogrammi di alimenti sono stati sottratti al mercato. Tra questi figurano carni, latticini, prodotti ittici e da forno, con un picco di controlli durante le festività natalizie che ha portato al blocco di oltre 4 quintali di merce irregolare. Ma non si è trattato solo di sequestri di merce. In molti casi, i militari hanno riscontrato deficit strutturali talmente gravi da rendere insostenibile la prosecuzione dell’attività. Per 25 esercizi è scattata così la proposta di chiusura o di sospensione immediata. Sul fronte giudiziario, la situazione non è meno pesante: otto persone sono state denunciate per reati che spaziano dalla frode in commercio alla somministrazione di cibi in cattivo stato di conservazione. Il bilancio economico delle irregolarità è imponente, con 518 sanzioni amministrative elevate per un valore complessivo che sfiora i 578 mila euro. In totale, sono stati 291 gli esercenti segnalati alle autorità competenti durante l’anno. Questi dati confermano la necessità di un monitoraggio costante e capillare sulla filiera: un impegno che i Carabinieri del NAS portano avanti per garantire che la qualità non resti solo una promessa commerciale, ma una certezza sanitaria. La vigilanza resta altissima anche per il nuovo anno, con l’obiettivo di premiare le attività virtuose e sanzionare chi mette a rischio la fiducia dei cittadini. In un panorama dove la sicurezza alimentare è un pilastro del vivere civile, l’azione di Genova rappresenta un presidio essenziale per tutto il tessuto regionale.

