Sardegna: esonda il Rio Posada, decine di famiglie evacuate nella notte

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Il Comune ordina lo sgombero delle aree vicine al fiume e alla diga. Allestito un centro di accoglienza nella palestra comunale. L’appello del sindaco: «Lasciate le case e mettetevi al sicuro».

La pioggia incessante che sta cadendo da ore ha trasformato il Rio Posada in una minaccia reale. Con il livello del corso d’acqua che ha superato la soglia di guardia, il Comune di Torpè ha attivato il piano di emergenza, disponendo l’evacuazione forzata di numerose località limitrofe al fiume e alla zona della diga.


Le località interessate dallo sgombero

L’avviso dell’amministrazione, diffuso con urgenza anche attraverso i canali social per raggiungere il maggior numero di residenti possibile, riguarda un lungo elenco di aree rurali e periferiche:

Zone evacuate: Baddore, Matta Erva, Ena De Puleu, Filinita, Sa Tanca Noa, San Pietro, Ussela, Sas Luas, L’Unità, Terra Teulasa, Tiedda, Giunne Pala, Su Puttu, Poiu, Badu Arghentu, Pasu e Lana, Binzarena, Multalditana e tutte le abitazioni lungo l’asse del Rio Posada.

Il piano di accoglienza

Per gestire l’emergenza, il Comune ha allestito un centro di primo soccorso e accoglienza presso la palestra comunale in via D’Arborea. Ai residenti è stata tuttavia data la possibilità di recarsi in autonomia presso parenti o amici, purché in “altre abitazioni situate in luogo sicuro” e lontano dai corsi d’acqua.

Istruzioni di sicurezza per la popolazione

L’amministrazione ha diffuso un vademecum preciso per chi sta lasciando le proprie abitazioni in queste ore concitate:

  • Utenze: Chiudere tassativamente le valvole di gas, acqua e l’interruttore generale dell’elettricità prima di uscire.
  • Cosa portare: Munirsi di medicinali essenziali, documenti e stretti effetti personali.
  • Viabilità: Seguire rigorosamente gli itinerari di evacuazione indicati dalle forze dell’ordine e dalla Protezione Civile, evitando assolutamente di sostare o transitare nelle zone a rischio esondazione.

Una ferita aperta

Il territorio di Torpè rivive ore di profonda angoscia, ricordando le ferite delle alluvioni passate. La combinazione tra la piena del fiume e la gestione dei flussi della diga rende la situazione estremamente fluida e pericolosa. Le squadre della Protezione Civile e i Vigili del Fuoco sono impegnati ininterrottamente per assistere i cittadini più fragili e monitorare la tenuta degli argini.