Agguato a Tubolo-Farina: arrestati i sicari del tentato omicidio di novembre

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L’operazione scatta dopo settimane di indagini tecniche e perquisizioni nel rione popolare. La vittima, un 35enne campano, era stato a sua volta arrestato per traffico di stupefacenti.

Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba. I militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due soggetti crotonesi, ritenuti gli autori materiali della sparatoria avvenuta lo scorso novembre. Un episodio di violenza brutale consumatosi tra le palazzine del quartiere periferico, dove i proiettili avevano colpito un uomo di origini campane, rimasto gravemente ferito ma sopravvissuto all’agguato.


Dalla vittima al trafficante: il retroscena

Il caso aveva presentato sin da subito contorni anomali. La vittima, un 35enne residente in Campania ma presente a Crotone per affari, era stato soccorso e portato in ospedale in condizioni critiche. Tuttavia, lo sviluppo delle indagini ha rivelato un doppio binario:

  • Il ferimento: Il 35enne era il bersaglio di una spedizione punitiva legata a una partita di droga non pagata o a uno sgarro nella gerarchia dello spaccio.
  • L’arresto: Mentre i Carabinieri cercavano i suoi aggressori, sono emersi elementi tali da portare all’arresto dello stesso ferito, trovato coinvolto in un ingente giro di traffico di stupefacenti tra la Calabria e la Campania.

Il quartiere Tubolo-Farina sotto assedio

Le indagini non si sono fermate ai rilievi balistici. Nelle ultime settimane, il quartiere Tubolo-Farina è stato oggetto di perquisizioni a tappeto, controlli di blocchi stradali e analisi delle telecamere di sorveglianza.

“Il quartiere è stato setacciato palmo a palmo per scardinare la rete di complicità che ha protetto i due sicari durante la fuga”, spiegano fonti investigative.

Le perquisizioni odierne hanno permesso di rinvenire materiale utile a consolidare il quadro probatorio, confermando come la sparatoria di novembre non sia stata un episodio isolato, ma parte di una più ampia guerra per la gestione delle piazze di spaccio crotonesi, dove soggetti esterni alla regione tentano di inserirsi nelle dinamiche locali.


La risposta dello Stato

Con questi arresti, la Procura di Crotone intende dare un segnale forte di presenza sul territorio, specialmente in aree periferiche troppo spesso considerate “zone franche”. L’attività investigativa prosegue ora per accertare se dietro i due esecutori materiali vi siano mandanti legati alla criminalità organizzata o se il delitto sia maturato in un contesto di micro-criminalità violenta.