Marche, Notte di Paura: Terremoto di Magnitudo 3.8 tra Macerata e Fermo

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Una forte scossa, seguita da uno sciame sismico, ha svegliato la popolazione nel cuore della notte. L’epicentro localizzato nei pressi di Fiordimonte. Centralini dei Vigili del Fuoco presi d’assalto, ma non si segnalano danni gravi.

MACERATA / FERMO – La terra torna a tremare nel Centro Italia. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 ha colpito le province di Macerata e Fermo nella notte tra sabato e domenica 4 gennaio 2026. Il sisma, avvenuto in un orario in cui la maggior parte dei cittadini riposava, ha generato momenti di forte apprensione, riportando alla mente i drammatici ricordi degli eventi del 2016.

I Dati del Sisma

Secondo i rilevamenti dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), la scossa principale è stata registrata alle ore 02:14.

  • Magnitudo: 3.8
  • Epicentro: Localizzato a pochi chilometri da Fiordimonte (Macerata) e avvertito distintamente anche nei comuni del Fermano come Amandola e Servigliano.
  • Profondità (Ipocentro): Circa 9 chilometri, una profondità superficiale che ha reso il movimento sussultorio particolarmente percepibile dalla popolazione.

Lo Sciame Sismico

L’evento delle 02:14 non è rimasto isolato. La Sala Sismica di Roma ha registrato uno sciame sismico che è proseguito per tutta la notte e le prime ore del mattino. Sono state almeno una decina le repliche di magnitudo inferiore (comprese tra 1.5 e 2.4), localizzate quasi tutte nello stesso distretto sismico.

Popolazione in Strada e Verifiche

Nonostante l’ora tarda, molte persone sono scese in strada, specialmente nei centri più vicini all’epicentro. I centralini dei Vigili del Fuoco hanno ricevuto decine di chiamate da parte di cittadini spaventati in cerca di informazioni.

Le squadre della Protezione Civile e dei tecnici comunali si sono attivate già all’alba per effettuare i primi sopralluoghi tecnici. Al momento, fortunatamente, non si registrano segnalazioni di crolli strutturali o feriti. Le verifiche si stanno concentrando soprattutto sugli edifici storici e sulle abitazioni già lesionate o ristrutturate dopo i precedenti eventi sismici, per escludere nuovi distacchi di intonaco o aggravamenti delle lesioni esistenti.

Il Commento degli Esperti

I geologi dell’INGV monitorano con attenzione la situazione. “Si tratta di una zona dall’elevata pericolosità sismica, dove la crosta terrestre è soggetta a forti tensioni”, spiegano gli esperti. Lo sciame sismico è considerato una normale attività di assestamento dopo una scossa di quasi quarto grado, ma l’attenzione resta massima poiché l’area è nota per la complessità del suo sistema di faglie.