“I numeri non mentono e raccontano una realtà diversa dalle narrazioni di parte”. Con queste parole il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presentato il bilancio consuntivo del Viminale sulla gestione dei flussi migratori nell’anno che si sta concludendo. I dati del 2025 segnano un’inversione di tendenza netta rispetto al biennio precedente, consolidando quella che il governo definisce la “linea del rigore e dell’efficacia”.
Il crollo degli sbarchi: -58%
Il dato più significativo riguarda gli arrivi sulle coste italiane. Secondo il Ministero, nel 2025 gli sbarchi sono diminuiti del 58% rispetto al 2024. Un risultato che Piantedosi attribuisce a una combinazione di fattori strategici:
- Accordi internazionali: La cooperazione rafforzata con Tunisia e Libia per il blocco delle partenze.
- Piano Mattei: L’avvio di progetti strutturali nei paesi di origine e transito.
- Contrasto agli scafisti: Un inasprimento della sorveglianza nelle acque internazionali e una lotta senza quartiere alle organizzazioni criminali.
Record di rimpatri e gestione interna
Sul fronte delle espulsioni, il Ministro ha rivendicato un successo operativo senza precedenti negli ultimi anni: 7.000 rimpatri effettivi eseguiti nel corso del 2025.
“Siamo passati dalle parole ai fatti. Sette mila persone che non avevano diritto di restare sul nostro territorio sono state riportate nei paesi di provenienza. È una risposta concreta contro le ipocrisie di chi predica l’accoglienza indiscriminata e le fake news che vorrebbero un’Italia colabrodo”, ha dichiarato Piantedosi.
La sfida dei CPR e l’effetto Albania
Il Ministro ha inoltre toccato il tema dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) e del protocollo con l’Albania, sottolineando come la creazione di hub extra-UE abbia iniziato a fungere da “deterrente psicologico” per chi intende intraprendere la traversata irregolare. Nonostante le polemiche giuridiche e i ricorsi, il Viminale considera il modello una “best practice” che altri paesi europei stanno ora osservando con interesse.
Sicurezza e decoro urbano
Piantedosi ha concluso il suo intervento legando il calo degli sbarchi alla sicurezza nelle città italiane. “Meno arrivi irregolari significano meno pressione sui nostri centri urbani e una migliore gestione di chi è già presente regolarmente. Continueremo su questa strada anche nel 2026, puntando su legalità e cooperazione internazionale”.
Le opposizioni, dal canto loro, continuano a contestare la gestione dei diritti umani nei centri di detenzione e l’efficacia a lungo termine degli accordi con i paesi nordafricani, preannunciando battaglia in Parlamento sulle prossime riforme del codice dell’immigrazione.
