Sequestrate tre tonnellate di fuochi d’artificio illegali tra Torino e provincia, quattro denunciati

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di Umberto Zollo

Oltre tre tonnellate di fuochi d’artificio illegali sono state sequestrate nei giorni scorsi tra Torino e provincia nel corso di un’operazione della Guardia di Finanza. L’intervento ha portato all’individuazione di quattro responsabili, titolari di attività commerciali, e alla messa in sicurezza di depositi ritenuti ad alto rischio per la pubblica incolumità, a ridosso dei festeggiamenti di Capodanno.

Le attività investigative, condotte dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano, si sono sviluppate nell’arco di diversi giorni di osservazione. I militari hanno monitorato i movimenti di alcuni soggetti e verificato le condizioni strutturali dei locali utilizzati per lo stoccaggio, riscontrando fin da subito criticità incompatibili con la custodia di ingenti quantitativi di materiale esplodente.

Il teatro dei sequestri ha interessato i quartieri Lingotto e Mirafiori Nord nel capoluogo, oltre ai comuni di Grugliasco e Santena. In più casi sono emerse gravi omissioni: assenza di impianti antincendio, uscite di sicurezza mancanti e vie di esodo impraticabili o irraggiungibili. Una situazione resa ancora più allarmante dal fatto che i depositi si trovavano in zone densamente popolate, dove un innesco accidentale avrebbe potuto provocare conseguenze rilevanti.

Tra il materiale sequestrato figura anche un ordigno rudimentale composto da quattro candelotti con sistema di innesco, privo di indicazioni di origine e della marchiatura CE, stoccato insieme ad altri artifizi pirotecnici e a materiali altamente infiammabili. Tutto il materiale, risultato immagazzinato in modo inadeguato, è stato posto in sicurezza in locali idonei.

I quattro soggetti denunciati dovranno rispondere all’Autorità giudiziaria dei reati di stoccaggio illecito di materiale esplodente e di omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro, fattispecie che prevedono pene fino a cinque anni di reclusione. Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

L’operazione si inserisce nel costante presidio di legalità messo in campo dalle Fiamme Gialle per prevenire e contrastare i traffici illeciti, con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini in un periodo caratterizzato da un aumento della domanda di materiale pirotecnico.