Casalgrande: investe e uccide un 76enne poi fugge, è caccia al pirata della strada

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Una tragica fatalità trasformata in un crimine. È caccia all’uomo in tutta la provincia di Reggio Emilia per individuare il conducente dell’auto che, nella serata di martedì, ha travolto e ucciso Nicola Ambresi, 76 anni, senza fermarsi a prestare soccorso.

L’incidente è avvenuto in un istante, sotto lo sguardo invisibile di una serata segnata dal maltempo. L’anziano, residente a Casalgrande, era uscito di casa per un gesto quotidiano: buttare la spazzatura nei cassonetti situati sul lato opposto della carreggiata.


La dinamica: buio, pioggia e l’impatto fatale

Secondo i primi rilievi effettuati dai Carabinieri, la tragedia si è consumata mentre Ambresi stava riattraversando la strada per rientrare nella propria abitazione. Le condizioni ambientali hanno giocato un ruolo determinante, ma non giustificano l’omissione di soccorso:

  • Visibilità ridotta: Al momento dell’impatto la zona era avvolta dall’oscurità e flagellata da una fitta pioggia, fattori che hanno reso l’asfalto viscido e la visuale estremamente precaria.
  • Il punto d’urto: La vittima è stata centrata in pieno proprio in corrispondenza della striscia di mezzadria. L’impatto è stato talmente violento da sbalzare il corpo dell’uomo a diversi metri di distanza.
  • Decesso immediato: I traumi riportati nell’urto e nella caduta sono stati fatali. Quando i soccorsi sono giunti sul posto, per il 76enne non c’era ormai più nulla da fare; il personale medico ha potuto solo constatarne il decesso.

Le indagini: si cercano tracce e filmati

Mentre il corpo di Nicola Ambresi giaceva sull’asfalto, il responsabile del sinistro ha scelto di accelerare e dileguarsi nel buio. I Carabinieri della compagnia locale hanno immediatamente isolato l’area e avviato le ricerche.

  1. Analisi dei detriti: I militari hanno repertato sul luogo dell’incidente alcuni frammenti di carrozzeria e vetri che potrebbero appartenere al veicolo investitore, utili a identificare marca, modello e colore dell’auto.
  2. Telecamere di sorveglianza: È in corso l’acquisizione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche (varchi comunali e Targa System) e private situate lungo le possibili vie di fuga.
  3. Appello ai testimoni: Gli inquirenti invitano chiunque si trovasse a transitare in zona martedì sera o avesse notato un’auto con danni evidenti alla carrozzeria a farsi avanti.

Le conseguenze penali

Il conducente, una volta identificato, dovrà rispondere di accuse gravissime. Con l’introduzione della legge sull’omicidio stradale, la fuga dopo un incidente mortale costituisce una pesante aggravante che comporta un aumento della pena da un terzo a due terzi, con la reclusione che può arrivare fino a 18 anni nei casi più gravi.

La comunità di Casalgrande si stringe attorno alla famiglia Ambresi, colpita da un lutto improvviso e reso ancora più doloroso dalla mancanza di umanità di chi, dopo lo schianto, ha preferito fuggire invece di fermarsi.