Un presunto invalido totale, che per anni avrebbe percepito indebitamente pensioni e indennità, è stato smascherato dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia. L’operazione ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 144 mila euro, corrispondenti alle somme carpite allo Stato.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica locale, ha svelato una realtà ben diversa da quella dichiarata nei verbali medici, mettendo in luce un sistema di raggiri ai danni dell’INPS e della collettività.
L’indagine: una disabilità solo sulla carta
L’uomo era ufficialmente riconosciuto come invalido civile con totale e permanente inabilità lavorativa (100%) e necessità di assistenza continua, beneficiando così dell’indennità di accompagnamento.
Tuttavia, le fiamme gialle, attraverso appostamenti, pedinamenti e l’analisi di filmati, hanno ricostruito una quotidianità incompatibile con le patologie dichiarate:
- Autonomia motoria: Il sedicente disabile è stato filmato mentre camminava speditamente, faceva la spesa e svolgeva normali attività quotidiane senza alcun supporto.
- Guida di autoveicoli: L’uomo è stato sorpreso più volte alla guida della propria auto, manovrando con destrezza e senza alcuna difficoltà fisica evidente.
Il sequestro e le accuse
Sulla base delle prove raccolte, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente. I finanzieri hanno messo i sigilli a:
- Conti correnti e depositi bancari.
- Beni mobili e immobili riconducibili all’indagato fino alla concorrenza della cifra contestata.
L’uomo dovrà ora rispondere del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. L’indagine si inserisce in un più ampio piano di contrasto agli illeciti nel settore della spesa pubblica, volto a garantire che le risorse destinate alle fasce deboli della popolazione raggiungano chi ne ha effettivamente diritto.
Un danno per la collettività
Oltre al profilo penale, l’operazione sottolinea il danno sociale provocato dai “falsi invalidi”: l’indebita percezione di oltre 144 mila euro sottrae risorse vitali al Sistema Sanitario e Assistenziale, rallentando il supporto per chi vive realmente in condizioni di grave disabilità.
Le autorità hanno confermato che i controlli incrociati tra le banche dati dell’INPS e le attività di osservazione sul territorio continueranno a tappeto in tutta la provincia di Vibo Valentia.


