“Super Influenza” e sciopero dei medici: Londra in ginocchio, NHS in allarme, ma il governo smentisce il Caos

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Il sistema sanitario nazionale britannico (NHS) si trova ad affrontare una doppia pressione: una preoccupante ondata influenzale e un nuovo, lungo sciopero dei resident doctors (i medici neo-specializzati, ex junior doctors). La situazione è stata definita “precaria” dal Ministro della Sanità, che teme un collasso in un periodo di grande affluenza negli ospedali.


L’Allarme del Governo e lo Sciopero di Cinque Giorni

Il Ministro della Sanità britannico, Wes Streeting, ha colto l’occasione per lanciare un severo monito, collegando l’emergenza sanitaria causata dalla “super influenza” alla protesta dei medici. Nonostante i recenti accordi sugli aumenti salariali nel settore pubblico, la categoria ha indetto un nuovo sciopero di cinque giorni a partire dal 17 dicembre.

Questa sarà la quattordicesima protesta in tre anni. Secondo Streeting, questa prolungata astensione dal lavoro rischia di essere “la goccia che farà traboccare il vaso” in una situazione ospedaliera già tesa a causa dell’aumento dei casi respiratori.

Londra Ridimensiona: “Meglio Preparati del Pre-Pandemia”

A ridimensionare l’allarme catastrofico è però intervenuto Chris Streather, Medical Director dell’NHS London e principale autorità medica della capitale britannica.

Streather ha voluto rassicurare l’opinione pubblica, pur riconoscendo la gravità dell’ondata influenzale. Ha specificato che l’incremento dei contagi, per quanto significativo, “resta ben entro i limiti” della capacità operativa degli ospedali.

Il direttore medico ha sottolineato che l’NHS ha imparato la lezione delle crisi passate e che il sistema sanitario oggi è “meglio preparato” ad affrontare picchi stagionali rispetto al periodo pre-pandemico. Questo implica una migliore gestione dei posti letto, delle risorse e una pianificazione più efficace per minimizzare l’impatto dei contagi e delle assenze dovute allo sciopero.

Nonostante le rassicurazioni, il timore è che la combinazione tra lo sciopero di quasi una settimana e il picco influenzale possa comunque portare a lunghe liste d’attesa e al rinvio di trattamenti non urgenti.