«La riforma, nata dall’esigenza di gestire l’alta prevalenza di cronicità e fragilità, che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2026, pone le basi per superare la frammentazione gestionale del passato, destinando maggiori risorse all’assistenza diretta». Lo afferma Rocco Invernizzi, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia mentre, in consiglio regionale, è in corso il dibattito sulla riforma che ridisegna completamente l’assetto del sistema sanitario regionale. «Difendiamo a spada tratta questo percorso – sottolinea Invernizzi – perché introduce un modello di governance virtuoso, più snello ed efficiente, mirato a rispondere in modo uniforme ai crescenti bisogni di salute, in particolare quelli di una popolazione tra le più anziane d’Europa». E’ lo stesso Invernizzi a snocciolare i punti chiave della riforma: «Viene istituita l’Azienda Tutela Salute Ligure (ATSL), che subentrerà alle attuali cinque ASL. L’ATSL sarà l’unica azienda sanitaria regionale, responsabile del coordinamento e della gestione. L’azienda unica – afferma Invernizzi – sarà articolata in cinque aree territoriali (Imperiese, Savonese, Genovese, Tigullio e Spezzino) che prenderanno il nome di aree sanitarie locali, garantendo che l’assistenza rimanga capillare e vicina al cittadino. Le funzioni strategiche di coordinamento amministrativo, tecnico e logistico – spiega ancora Invernizzi – saranno gestite da Liguria Salute, generando le necessarie economie di scala. Inoltre viene rivoluzionato l’assetto ospedaliero del capoluogo con la nascita della nuova Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova. Questa nuova azienda integrerà tre centri nevralgici: il Policlinico San Martino, l’Ospedale Galliera e l’Ospedale Villa Scassi. L’obiettivo – conclude Invernizzi – è ottimizzare l’utilizzo delle sale operatorie, ridurre drasticamente le liste d’attesa e rafforzare le sinergie tra strutture ad alta specializzazione. Questa – valorizza l’operato della giunta Bucci il consigliere Invernizzi – è una riforma storica e necessaria. La Liguria, con la sua popolazione anziana e l’elevata richiesta di assistenza, non poteva più permettersi la frammentazione gestionale. Con l’ATSL, l’Azienda Unica e la nuova Azienda Ospedaliera di Genova, garantiamo un sistema più equo, più efficiente e in grado di dare risposte concrete ai bisogni di cura su tutto il territorio».
Conclude Invernizzi, Il cambiamento spaventa chi non ha visione, oggi noi non governiamo per il consenso, ma per il futuro della sanità di domani della nostra Regione.
Invernizzi (FDI): «Sanità Liguria, riforma storica per un sistema più forte, moderna e vicino al cittadino»

