Omicidio abominio in Pakistan: uccisa una neonata di due mesi, i genitori volevano un maschio

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Un crimine che ha scosso profondamente l’opinione pubblica pakistana. Una bambina di appena due mesi è stata brutalmente uccisa dai suoi stessi genitori. La motivazione dietro questo gesto efferato, secondo le prime ricostruzioni e le confessioni, sarebbe stata la profonda delusione per la nascita di una femmina in un contesto culturale che privilegia fortemente l’erede maschio.


L’Omicidio e il Fermo del Padre

La Polizia è intervenuta in seguito alla denuncia e alle indagini che hanno portato alla scoperta del corpo della neonata. Gli agenti hanno immediatamente arrestato il padre della bambina con l’accusa di omicidio.

Gli interrogatori hanno fatto emergere un movente agghiacciante: il desiderio ossessivo della coppia di avere un figlio maschio. La nascita della bambina di due mesi, l’ultima di una serie di figlie femmine, sarebbe stata percepita come una grave disgrazia o una maledizione, culminando nel brutale omicidio.

La Madre in Fuga e le Ricerche

Mentre il padre è detenuto e interrogato, la madre della neonata è riuscita a fuggire ed è attualmente attivamente ricercata dalle autorità pakistane. Si ritiene che la donna abbia avuto un ruolo determinante nella pianificazione e nell’esecuzione dell’atto, agendo in concorso con il marito a causa della frustrazione e della pressione sociale legate alla mancanza di un erede maschio.


La Piaga del Figlio Maschio nel Pakistan Rurale

Questo episodio di cronaca nera riporta drammaticamente alla luce la piaga sociale e culturale del ‘gender preference’ in molte aree del Pakistan. La nascita di un figlio maschio è ancora considerata essenziale in molte famiglie, soprattutto rurali, per ragioni economiche, di eredità e per la sicurezza della vecchiaia.

Le figlie femmine sono spesso viste come un onere finanziario, soprattutto a causa dell’obbligo di fornire una dote per il matrimonio. L’omicidio di neonati femmine (femminicidio selettivo), sebbene illegale e condannato, emerge periodicamente come espressione estrema di questa pressione culturale, riempiendo le cronache di orrori.

Il caso ha generato un’ondata di indignazione, con richieste di giustizia esemplare per i genitori responsabili di questo abominio.