La sinistra italiana si mobilita contro l’espulsione dell’imam Mohamed Mahmoud Ebrahim Shahin, cittadino egiziano residente in Italia da quasi vent’anni e noto oppositore del regime di Al-Sisi. La vicenda ha sollevato forte preoccupazione tra i parlamentari Pd e Avs, che hanno già presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno per chiedere la sospensione immediata del provvedimento di espulsione. Tra i firmatari della nota congiunta figurano Laura Boldrini e Antonino Iaria del Movimento 5 Stelle, che sottolineano come Shahin abbia formalizzato una nuova richiesta di asilo, procedura che per legge sospende qualsiasi espulsione. Nonostante ciò, il giudice ha convalidato il provvedimento e l’imam è stato trasferito al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Caltanissetta, separato dalla moglie e dai due figli minori.
Secondo i parlamentari della sinistra, espellere Mohamed Shahin equivarrebbe a tradire i principi fondamentali dello Stato di diritto, soprattutto considerando i rischi concreti a cui l’uomo andrebbe incontro in Egitto. La deportazione potrebbe esporlo ad arresto, torture e perfino alla pena di morte, analogamente a quanto avvenuto a Giulio Regeni nelle stesse carceri egiziane. Il caso ha generato una mobilitazione ampia e trasversale che coinvolge non solo attivisti e associazioni per i diritti umani, ma anche cittadini comuni e comunità religiose.
L’europarlamentare di Avs Ilaria Salis ha voluto sottolineare la figura di Mohamed Shahin come uomo di dialogo e pace, stimato da chiunque lo abbia conosciuto, indipendentemente dalle convinzioni politiche. Salis ha ricordato come Shahin viva in Italia da 21 anni, sia padre di due figli piccoli e abbia sempre difeso i diritti umani, contribuendo a promuovere la convivenza civile e la tolleranza tra le diverse comunità. La vicenda è diventata un simbolo della difesa dei diritti dei migranti e dei dissidenti politici in Italia, attirando l’attenzione di media nazionali e internazionali.
Il caso di Mohamed Shahin rappresenta una sfida cruciale per le istituzioni italiane, chiamate a bilanciare le normative sull’immigrazione con i principi di tutela dei diritti umani e della sicurezza individuale. La mobilitazione della sinistra, dei parlamentari e della società civile evidenzia l’importanza di proteggere chi rischia persecuzioni politiche e conferma il ruolo centrale dell’Italia nella difesa dei diritti fondamentali dei cittadini stranieri.
