Il calo della natalità in Italia è un fenomeno che affonda le sue radici nel passato e che, secondo la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, richiede tempo e politiche strutturali per essere invertito. Intervenendo a Chieti durante una manifestazione del centrodestra per celebrare i tre anni dall’insediamento del governo Meloni, la ministra ha sottolineato come “natalità, famiglia e conciliazione con il lavoro siano state trascurate per troppo tempo”. Roccella ha ricordato che per la prima volta l’Italia dispone di un ministero specifico dedicato alla natalità, un segnale importante di attenzione verso una questione che riguarda il futuro del Paese.
Secondo la ministra, la diminuzione delle nascite è il risultato di un lungo processo demografico e culturale. “Per tanti anni – ha spiegato Roccella – abbiamo lasciato che le popolazioni e quindi anche le donne diminuissero. Oggi abbiamo molte meno donne in età fertile rispetto al passato, e sarà quindi un percorso molto lungo quello per dare una nuova svolta alla natalità”. Il problema, ha aggiunto, non riguarda solo l’Italia ma l’intera Europa, dove si registra un crollo generalizzato della natalità.
Eugenia Roccella ha evidenziato anche il legame tra sviluppo economico e calo delle nascite, sottolineando la necessità di individuare le cause profonde di questo fenomeno. Ha tuttavia ricordato che il governo Meloni, in questi tre anni, ha introdotto numerosi interventi concreti: il potenziamento del bonus asili nido, l’aumento dei congedi parentali fino all’80%, la creazione di nuovi asili e le misure per favorire la conciliazione tra vita e lavoro.
“Abbiamo lavorato molto per il lavoro femminile, che è aumentato in modo significativo”, ha dichiarato la ministra. “Tutto ciò produrrà effetti nel lungo periodo, perché non facciamo le cose per ottenere un consenso immediato, ma per il bene dell’Italia e per il suo futuro demografico”. Le parole di Roccella confermano l’impegno del governo Meloni nel porre la natalità al centro delle politiche familiari ed economiche, con l’obiettivo di contrastare uno dei problemi più gravi e strutturali del Paese.
