A pari merito con il ‘Craxi I’, 1.093 giorni, alle spalle del ‘Berlusconi II’ e del ‘Berlusconi IV’, il governo di Giorgia Meloni consolida un nuovo traguardo: è il terzo esecutivo più longevo della storia repubblicana. Sono trascorsi quasi tre anni – mancano poco più di due giorni per l’esattezza – da quando la leader di Fratelli d’Italia ha vinto le elezioni e si è insediata a Palazzo Chigi.
Un “successo”, in un Paese capace di esprimere 68 governi in 79 anni. In termini finanziari, un esecutivo stabile premia. Insieme a politiche prudenti, il giudizio delle agenzie di rating è migliorato: S&P così come Moody’s e Fitch hanno promosso l’Italia, ultima Dbrs Morningstar ha alzato il rating da ‘BBB’ ad ‘A con trend stabile’. Numeri che potrebbe dir poco a chi non mastica la materia. Invece per gli investitori è un dato ragguardevole. Ma in questi giorni a segnare un nuovo scontro con l’opposizione, in particolare con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, è l’ordigno piazzato sotto l’auto del nostro collega Sigfrido Ranucci. Intervenendo al congresso del Partito del Socialismo Europeo (Pse) ad Amsterdam, la leader dei democratici ha parlato di “democrazia a rischio” in Italia, facendo riferimento alla bomba fatta esplodere davanti casa del giornalista.
