Il governo italiano ha confermato l’arrivo di nuovi aumenti delle accise sulle sigarette

Condividi

Il governo ha confermato l’arrivo di nuovi aumenti delle accise sulle sigarette, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026. L’incremento sarà progressivo e si svilupperà nell’arco di tre anni, portando il prezzo del pacchetto di sigarette a salire fino a 1,5 euro in più entro il 2028. A illustrare le novità, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, che ha ribadito come la misura rappresenti un elemento centrale per sostenere le entrate fiscali e finanziare parte della manovra economica.

Il provvedimento prevede un rinnovo del calendario fiscale dei tabacchi con un aumento sia delle accise sui prodotti da combustione tradizionali sia su quelli a base di nicotina elettronica, seppur con un incremento più marcato per le sigarette classiche. L’aumento previsto sarà lieve ma costante, pari a qualche decina di centesimi già nel 2026 e 2027, per arrivare complessivamente a 1,5 euro in più a pacchetto nel 2028. Tale rialzo si inserisce in un contesto di revisione fiscale che mira a innalzare le entrate senza gravare eccessivamente sui consumatori. Attualmente, il prezzo finale delle sigarette si compone di più elementi: il margine del venditore, l’accisa – suddivisa in una parte fissa di 29,5 euro per 1.000 sigarette e una proporzionale al 49,5% del prezzo al dettaglio – e l’IVA al 22%. A questi si aggiunge l’aggio per il rivenditore, pari al 10% del prezzo di vendita. Gli aumenti delle accise andranno a incidere su questa struttura, con un impatto che dipenderà anche dalle strategie di prezzo delle aziende produttrici.