La CIE al Centro della Nuova Identità Digitale: Preoccupazione per l’Inclusione
L’Italia accelera il passo verso un’identità digitale unificata, sancendo di fatto l’addio al Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) in favore di un nuovo ecosistema che vede la Carta d’Identità Elettronica (CIE) e l’IT Walletcome strumenti centrali. Il cambiamento, che secondo le intenzioni del Governo dovrebbe portare a un sistema più sicuro ed efficiente, sta generando preoccupazione per i possibili disagi che la transizione causerà alle fasce meno digitalizzate della popolazione, in particolare anziani e famiglie.
A partire da novembre 2025, la CIE è destinata a sostituire progressivamente lo SPID come strumento primario per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.
Cos’è l’IT Wallet: Il Portafoglio Digitale Unico
Il pilastro fondamentale della nuova strategia è l’introduzione dell’IT Wallet, un’applicazione o interfaccia digitale centralizzata che mira a semplificare drasticamente la vita dei cittadini.
L’IT Wallet è un “portafoglio digitale” che integra e rende accessibili in un unico luogo tutti i documenti digitali essenziali del cittadino. Sfruttando la CIE come chiave d’accesso primaria, l’IT Wallet permetterà di conservare, gestire e utilizzare digitalmente:
- Documenti di Identità (come la CIE stessa).
- Patente di Guida in formato elettronico.
- Tessera Sanitaria e certificati.
L’obiettivo è creare una piattaforma unificata, pubblica e gratuita, che consentirà agli utenti di identificarsi, firmare documenti, richiedere certificati e pagare tributi direttamente da un’unica interfaccia. Questo sistema è anche in linea con il futuro standard europeo dell’EUDI Wallet (European Digital Identity Wallet).
L’Allarme Esclusione: La Difficoltà di Accesso Tecnologico
Se da un lato il nuovo sistema promette di snellire la burocrazia, dall’altro lato, la transizione comporta sfide tecnologiche che rischiano di creare un divario digitale non indifferente.
La CIE, e di conseguenza l’IT Wallet, richiedono per il loro pieno utilizzo:
- Uno smartphone dotato di tecnologia NFC (Near Field Communication).
- L’installazione e l’uso dell’applicazione dedicata, come l’app CieID.
Per gli anziani e coloro che non possiedono smartphone di ultima generazione o che faticano con le procedure digitali, l’obbligo di adottare questo sistema tecnologicamente più esigente rappresenta un ostacolo significativo. Molte famiglie si trovano già a dover fornire assistenza per la configurazione dei nuovi accessi.
Le Richieste: Supporto Istituzionale e Transizione Graduale
Le associazioni chiedono che la transizione sia gestita con la massima cautela, sollecitando:
- Campagne informative chiare e capillari.
- Sportelli di supporto tecnico e assistenza diffusi sul territorio.
- Una fase transitoria graduale che garantisca la coesistenza dei vecchi sistemi finché la nuova piattaforma non sarà universalmente accessibile e compresa.
La sfida per il Governo è fare in modo che l’identità digitale, essenziale per accedere a diritti e servizi, diventi uno strumento di inclusione e non un fattore di esclusione sociale.
