A Chișinău soffia in queste ore il vento della Storia. La Moldova si trova davanti a un voto cruciale che potrebbe determinare il futuro geopolitico del Paese. Anche se non si tratta di un referendum, le elezioni parlamentari assumono un significato simile, con il destino della Moldova sospeso tra Occidente e Russia. Chi sostiene l’integrazione europea deve puntare sul Partidul Acțiune și Solidaritate, il PAS, guidato dalla presidente Maia Sandu, che questa mattina ha invitato i cittadini al voto dichiarando: “Oggi è il momento in cui dobbiamo dimostrare il nostro amore per il Paese. Andiamo tutti alle urne, domani potrebbe essere troppo tardi”.
Il senso di urgenza nelle parole di Sandu riflette la reale minaccia russa. La Federazione Russa ha investito risorse considerevoli per influenzare l’esito elettorale, dalla compravendita di voti e generi alimentari nelle zone più povere, all’addestramento di giovani moldavi e rumeni in campi all’estero, principalmente in Serbia, per orchestrare provocazioni e disordini. Secondo l’intelligence di Chișinău, tali tensioni potrebbero manifestarsi durante o dopo lo spoglio in caso di vittoria del PAS, soprattutto se decisivo fosse il voto della diaspora, storicamente favorevole all’integrazione europea. Per la prima volta, quasi 3,3 milioni di elettori registrati, con un peso dell’8% per il voto all’estero, potranno votare per corrispondenza, un fattore che potrebbe influenzare significativamente il risultato e suscitare polemiche.
L’avversario principale del PAS è il Blocco Patriottico, un cartello elettorale filorusso guidato da ex membri del Partito Comunista. Le ultime rilevazioni indicano un possibile testa a testa tra le due formazioni, con il PAS leggermente in vantaggio. Se il PAS non raggiungesse la maggioranza assoluta di 51 seggi, si aprirebbero scenari complessi, tra tentativi di alleanze difficili e possibili elezioni anticipate, con il rischio di instabilità politica.
Dal punto di vista geopolitico, una vittoria dei partiti filorussi potrebbe aumentare le tensioni nella regione, con implicazioni anche per la Transnistria. Volodymyr Zelensky ha recentemente ricordato come la presenza di un governo filo-occidentale in Moldova abbia finora mantenuto la stabilità, ma un cambiamento politico a favore della Russia potrebbe riaccendere il conflitto, rendendo la Moldova un terreno sensibile per la sicurezza europea.
Queste elezioni rappresentano quindi un momento decisivo per la Moldova, per la sua stabilità interna e per il suo posizionamento internazionale tra Occidente e Russia.
