Schlein e Conte, due piazze diverse per un fronte comune contro Meloni

Condividi

Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno animato due piazze diverse ma parallele, portando il confronto tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle al centro del dibattito politico nazionale. A Roma, al Circo Massimo, la segretaria del Pd è stata ospite della festa del Fatto Quotidiano, trovandosi davanti a un pubblico prevalentemente vicino al M5s e non sempre benevolo nei confronti del Pd. A Reggio Emilia, invece, il presidente del M5s ha partecipato alla festa nazionale dell’Unità, accolto da un lungo applauso e impegnato in un dialogo pubblico con il senatore Pd Dario Franceschini.

La scena romana ha visto momenti di tensione quando Elly Schlein ha ribadito che l’invasione dell’Ucraina è stata scatenata da Vladimir Putin, provocando fischi e contestazioni da parte di una parte della platea. Anche le sue parole sulla guerra a Gaza hanno suscitato malumori, tanto da richiedere l’intervento dei moderatori Antonio Padellaro e Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, che ha chiesto rispetto per l’ospite, sottolineando che era stata invitata per esprimere le sue opinioni. Allo stesso tempo, non sono mancati applausi per le critiche rivolte da Schlein al governo guidato da Giorgia Meloni e alle posizioni di Azione, con un invito a creare un fronte comune progressista per sfidare la destra.

Parallelamente, Giuseppe Conte a Reggio Emilia ha rilanciato la necessità di costruire un’alternativa di governo credibile, invitando le forze progressiste a mobilitare l’elettorato e a superare l’astensionismo. Conte ha parlato della necessità di un progetto politico serio e costruttivo, capace non solo di opporsi alle politiche dell’attuale esecutivo ma anche di proporre soluzioni concrete per il futuro del Paese.

Schlein ha inoltre espresso sostegno alla possibile candidatura di Roberto Fico alla guida della Regione Campania, definendolo simbolo di rinnovamento e figura di integrità. Ha poi rivendicato il percorso che ha portato alla candidatura unitaria di Piero De Luca alla guida del Pd campano, considerata parte di un accordo politico per rafforzare l’alleanza con il M5s.