Dopo l’attacco con droni che ha colpito una delle più grandi raffinerie di petrolio della Russia, quella di Kirishi nella regione di Leningrado, l’Ucraina ha rivendicato una serie di azioni di sabotaggio contro la rete ferroviaria russa nella stessa area. L’intelligence militare di Kiev, parlando all’agenzia Afp, ha confermato genericamente un’operazione, mentre in Russia sono stati segnalati almeno tre diversi incidenti ferroviari in poche ore. Uno dei più gravi si è verificato nei pressi della stazione di Semrino, nel distretto di Gatchina, dove il macchinista di una locomotiva diesel è rimasto ucciso dopo essere rimasto intrappolato nella cabina durante il deragliamento e deceduto successivamente in ambulanza. Il governatore della regione di Leningrado, Aleksandr Drozdenko, ha confermato l’accaduto su Telegram, parlando di “operazioni di recupero ancora in corso” e di una possibile matrice dolosa.
Sempre sulla stessa linea ferroviaria, in un tratto più a sud, un treno merci composto da 15 vagoni cisterna vuoti è deragliato senza provocare vittime. Le autorità russe hanno spiegato che gli investigatori stanno valutando l’ipotesi di sabotaggio e stanno raccogliendo prove per accertare eventuali esplosivi piazzati sui binari. Più tardi è arrivata la rivendicazione di Kiev, che ha confermato il coinvolgimento della propria intelligence nelle operazioni. L’episodio segue di poche ore un altro incidente avvenuto nella regione di Oryol, dove un’esplosione su un binario ha causato la morte di tre persone.
Intanto il clima internazionale si fa più teso dopo che la Romania ha denunciato la violazione del proprio spazio aereo da parte di droni russi. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito l’atto “una plateale violazione della sovranità dell’Unione europea e una seria minaccia alla stabilità della regione”, esprimendo piena solidarietà a Bucarest. Anche l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha parlato di “una continua e sconsiderata escalation che minaccia la sicurezza regionale”.
Da Madrid, la premier italiana Giorgia Meloni ha ribadito il sostegno a Kiev, sottolineando la necessità di continuare a fornire aiuti per raggiungere “una pace giusta e duratura” e garantire la sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa.
