È stata confermata la prima vittima in Veneto del virus West Nile: si tratta di un’anziana di 81 anni, Adriana Meneghelli di Castelmassa, nella provincia di Rovigo. La donna soffriva di patologie pregresse ed è deceduta in seguito a un decorso fulminante.
Il decorso della malattia
Nei giorni precedenti al ricovero, l’anziana ha manifestato febbre alta e sintomi neurologici: il 22 agosto è stata trasferita all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo, dove è stata diagnosticata una forma neuroinvasiva del West Nile virus, evoluta in encefalite. Il decesso è sopraggiunto nell’arco di 24 ore.
Un primo segnale d’allarme in Veneto
In regione sono già 39 i casi di infezione da West Nile registrati quest’estate, con diverse altre forme neuroinvasive in corso di diagnosi o trattamento. L’impatto più grave, purtroppo, è rappresentato dalla morte di Meneghelli, che riaccende il campanello d’allarme sulla diffusione di questo virus nelle nostre zone.
Il contesto epidemiologico
Il virus del Nilo occidentale si trasmette all’uomo tramite punture di zanzare infette, in genere di tipo Culex pipiens. La maggior parte delle infezioni è asintomatica o presenta sintomi lievi; meno dell’1% evolve verso forme gravi come encefalite o meningite, con una mortalità vicina al 10% in questi casi. I soggetti più a rischio sono anziani e immunodepressi.

